Terremoto: perché ci vuole una legge

L’Università San Paolo Apostolo e il progetto di legge salvavite

I terremoti avvengono nella parte più superficiale del nostro pianeta. 

Le rocce che formano la crosta e il mantello superiore subiscono continuamente giganteschi sforzi, che sono il risultato di lenti movimenti tra le grandi placche in cui è suddiviso lo strato più superficiale della Terra, come se fosse il guscio incrinato di un uovo.

1669Le placche tettoniche e i loro movimenti.

Tali movimenti sono prodotti dai moti convettivi del mantello che spingono e trascinano le placche generando sforzi che sono massimi vicino ai confini tra le placche stesse, come per esempio in Italia e in generale in tutto il Mediterraneo, e minimi al loro interno, come succede nel Canada o nell’Africa centro-occidentale.

1670

Le placche tettoniche nel Bacino del Mediterraneo

L’Italia è situata al margine di convergenza tra due grandi placche, quella africana e quella euroasiatica. 

Il movimento relativo tra queste due placche causa l’accumulo di energia e deformazione che occasionalmente vengono rilasciati sotto forma di terremoti di varia entità.

I terremoti del passato

Guardando la mappa dei terremoti italiani dall’anno 1000 al 2006 è facile notare che i terremoti spesso avvengono in zone già colpite in passato.

1671

Gli eventi storici più forti si sono verificati in Sicilia, nelle Alpi orientali e lungo gli Appennini centro-meridionali, dall’Abruzzo alla Calabria. Ma ci sono stati terremoti importanti anche nell’Appennino centro-settentrionale e nel Gargano.

1672

In particolare, dal 1900 ad oggi si sono verificati 30 terremoti molto forti (Mw≥5.8), alcuni dei quali sono stati catastrofici. Qui di seguito li riportiamo in ordine cronologico. Il più forte tra questi è il terremoto che nel 1908 distrusse Messina e Reggio Calabria.

1673

I terremoti recenti

Guardando la mappa degli ultimi 30 anni (1985-2014) di sismicità si nota che i terremoti recenti sono localizzati in aree distribuite principalmente lungo la fascia al di sotto degli Appennini, dell’arco Calabro e delle Alpi.

1674

Negli ultimi 30 anni la Rete Sismica Nazionale ha registrato più di 190.000 eventi sismici in Italia e nei Paesi confinanti, la maggior parte dei quali non è stata avvertita dalla popolazione e sono 45 i terremoti che hanno avuto una magnitudo Richter ML pari o superiore a 5.0. I più forti terremoti di questo periodo sono avvenuti in Abruzzo il 6 aprile 2009, Mw =6.1, e in Emilia Romagna il 20 maggio 2012, Mw =5.8

27 ottobre 2016

Decine e decine di scosse nella notte hanno continuato a far tremare il centro italia  dopo le tre, violente avvertite ieri sera lungo il confine tra Marche e Umbria. La prima alle 19.10 di magnitudo 5.4 . La seconda – la più forte – alle 21.18 di magnitudo 5.9. La terza, alle 23.42 di 4.5. L’epicentro tra i Comuni di Castel S’Angelo sul Nera, Visso, Ussita – nel maceratese –  e Preci, in provincia di  Perugia.  . Sono migliaia al momento gli sfollati. Ci sarebbero alcuni feriti. E una vittima .un anziano colto da infarto alla prima scossa. Oggi scuole chiuse a L’Aquila, Assisi, Foligno, Bastia umbria, Perugia, Camerino, Teramo, Terni e Ascoli Piceno.  Migliaia di sfollati Centinaia di persone hanno trascorso la notte in auto o nei palazzetti dello sport e nelle strutture approntate dai Comuni e dalla Protezione civile e Croce Rossa dopo le scosse di magnitudo 5.4 e 5.9 registrate ieri sera fra la Provincia di Macerata e la Valnerina. ”Abbiamo qualcosa come due o tremila sfollati, e temo molte più abitazioni inagibili di quelle censite dopo il sisma del 24 agosto”. Ha detto all’Ansa, il dirigente della Protezione civile marchigiana Cesare Spuri. ”Fra il gran numero di persone che la notte scorsa ha dormito fuori casa penso ci siano più famiglie con la casa inagibile che sfollati per paura”. ”Dobbiamo capire quali sono le soluzioni alternative per ospitarle, e non credo di possa far ricorso alle tendopoli con l’arrivo dell’inverno”. Centinaia di persone hanno trascorso la notte in auto o nei palazzetti dello sport e nelle strutture approntate dai Comuni e dalla Protezione civile e Croce Rossa dopo le scosse di magnitudo 5.4 e 5.9 registrate ieri sera fra la Provincia di Macerata e la Valnerina, seguite da repliche di uno sciame sismico in piena attività. A Ussita, Camerino, Visso e Castelsantangelo sul Nera, i centri più colpiti, ma anche ad Arquata del Tronto, devastata da sisma del 24 agosto scorso, e a Fabriano, molti sono rimasti fuori casa, cercando di arginare lo choc e la paura. Con la luce del sole i vigili del fuoco riprenderanno le verifiche sugli edifici e si allestiranno le prime tendopoli. Oggi scuole chiuse in tutta la regione. – Per saperne di più

Per Alessandro Amato dell’Ingv “questo sisma è in qualche modo legato a quello del 24 agosto. Si trova infatti nell’area già attiva. Si tratta probabilmente dell’attivazione di una nuova faglia”

La scossa è stata avvertita anche a Roma. “Abbiamo un grosso problema sulla Salaria”, ha detto il dirigente della Protezione civile delle Marche, Cesare Spuri. “Stiamo ancora valutando la situazione, ma chiuderemo la strada Salaria all’altezza di Arquata del Tronto”, ha aggiunto.

Chi ha letto tutte queste notizie, sicuramente non potrà fare a meno di leggere il progetto di legge riportato di seguito e non potrà fare a meno di parlarne con parenti e amici oltre che segnalarlo ad eventuali politici amici perché ne facciano una bandiera che segnali il loro vero interesse per coloro dai quali sono stati eletti e alla cui sicurezza presente e futura dovrebbero pensare ed agire.

Icona UNI

Nessuno può prevedere o fermare il terremoto, ma possiamo avere una legge per rendere l’Italia più sicura e gli Italiani più preparati all’emergenza. Una legge innovativa perché non costa e non richiede sacrifici anzi fa risparmiare ed evita sprechi. Una legge semplice di immediata efficacia che tutela tutti in particolare i più deboli. Una legge che viene dal popolo ed è per il popolo. Non servono soldi, ma 50.000 firme che non costano per contrastare il demone del terremoto! Università Anglo Cattolica San Paolo Apostolo, tutti insieme per la vita e la sicurezza di tutti!

Logo San Paolo

Proposta di legge di iniziativa popolare per la prevenzione e riduzione del rischio sismico e la gestione efficace delle emergenze in Italia

Art. 1 – Obiettivi.

Tutto il territorio italiano è a rischio sismico. La sicurezza collettiva va incrementata subito in modo semplice ed efficace attraverso: la distribuzione capillare di informazioni di base per la prevenzione, la realizzazione di edifici strutturalmente migliori in zone più sicure, il potenziamento antisismico di quelli esistenti, la mappatura di ogni struttura pubblica e privata, la divulgazione di conoscenze approfondite sulla vulnerabilità e la resistenza degli edifici a proprietari e fruitori.

Art. 2 – Diffusione capillare delle informazioni per prevenire e gestire le emergenze.

La conoscenza dei rischi e delle corrette procedure per la gestione delle emergenze dovrà essere condensata in testi semplici, immediatamente comprensibili e utili per tutti. Mini guide pratiche da divulgare attraverso sim card e sms di aggiornamento periodico diffusi dai gestori della telefonia mobile a tutti gli utenti quindi privi di costi. Informazioni efficaci costantemente aggiornate probono da università, centri di ricerca, ordini professionali e ogni altro qualificato soggetto da divulgare rapidamente agli utenti dai gestori della telefonia mobile come pubblico servizio privo di costi.

Art. 3 – Incentivi antisismici per nuovi edifici migliori e meglio ubicati.

Per contenere vittime e danni gli edifici progettati e realizzati con capacità antisismiche ridondanti, cioè di classe superiore rispetto ai minimi normativi, usufruiranno di un bonus pari al 5% di superficie. Le strutture da realizzare in luoghi classificati a rischio sismico elevato saranno decurtate di una quota di superficie realizzabile del 10% mentre quelle in zone a rischio sismico basso otterranno un incremento positivo della superficie edificabile del 5%.

Art. 4 – Incentivi antisismici per il miglioramento delle costruzioni esistenti.

Gli edifici che verranno sensibilmente migliorati in funzione antisismica con restauri, consolidamenti o demolizioni-ricostruzioni accuratamente progettati e di dimostrata efficacia potranno usufruire di un bonus di ampliamento della superficie del 10%.

Art. 5 – Mappatura del patrimonio edilizio.

Tutte le strutture esistenti dovranno essere, entro sei mesi dalla pubblicazione della presente legge sulla Gazzetta Ufficiale, classificate per la resistenza agli eventi sismici come idonee (categoria S) o non idonee (categoria N). La classificazione potrà essere eseguita e valutata solo da strutturisti di specifiche capacità professionali, che abbiano eseguito progetti di strutture antisismiche e siano abilitati al collaudo di strutture di oltre cinque piani o assimilabili. I professionisti che si renderanno disponibili saranno inseriti in elenchi Comunali disponibili online che riporteranno sinteticamente le loro competenze e coordinate di contatto per facilitare le scelte dei proprietari degli immobili. Ogni valutazione sarà ampiamente motivata e indicherà il termine entro il quale effettuare il controllo successivo oppure lo schema di massima degli interventi antisismici indispensabili e il termine entro il quale eseguirli. Per migliorare la disponibilità e la tutela ambientale le valutazioni saranno esclusivamente digitali, sottoscritte dal professionista con firma digitale, conterranno foto esplicative e saranno trasmesse via posta elettronica ordinaria al proprietario e al Comune che allestirà un indirizzo di posta elettronica dedicato. La valutazione sarà vincolante per il proprietario che, se insoddisfatto, potrà far eseguire una seconda valutazione da un altro professionista da trasmettere al Comune e al primo professionista entro 30 giorni con le medesime modalità. Nel caso di giudizi difformi il Comune convocherà entro 10 giorni entrambi i tecnici oltre ad un terzo scelto di comune accordo ovvero selezionato dal Sindaco. Questa commissione di tre membri deciderà a maggioranza semplice entro 20 giorni redigendo un verbale digitale congiunto da trasmettere agli aventi causa con le modalità già indicate. Nel caso di inidoneità il proprietario eseguirà nel termine previsto la progettazione e la realizzazione di miglioramenti strutturali efficaci a propria cura e spese. Il corrispettivo di valutazione strutturale è onere del proprietario secondo le seguenti categorie:

  1. sociale costituita da piccole unità residenziali inferiori a 150 m2 di superficie e utilizzate dal proprietario come prima casa: tariffa omni comprensiva di 100 € non soggetta ad iva e totalmente detraibile;
  2. ordinaria costituita da unità di qualsiasi tipo: tariffa pari a 1 €/m2 per i primi 1.000 m2, a 0,60 €/mper l’eccedenza sino a 5.000 m2 e a 0,30 €/mper l’esubero ulteriore, tutti soggetti ad iva e detraibili al 50%.

Art. 6 – Superfici e unità multiple.

Per la presente legge per superficie si intende quella lorda complessiva senza distinzioni di destinazione d’uso. Tutte le variazioni di superficie sono cumulabili e in deroga ad ogni altra norma. Son unità sociali le unità residenziali inferiori a 150 m2 di superficie utilizzate dal proprietario come prima casa. Unità di proprietari diversi aggregate in un unico complesso strutturale, vanno valutate insieme e quelle singolarmente identificabili nella categoria sociale tariffate nella maniera più conveniente per il proprietario.

Art. 7 – Inadempienze.

Per inadempienza, cioè struttura non classificata o non migliorata entro i termini richiesti, è prevista l’immediata inagibilità e lo sgombero forzato a carico del proprietario entro 15 giorni sino al completamento degli adempimenti previsti. Ogni valutazione sarà sottoscritta dal professionista e accettata dal proprietario e nel caso di falsa dichiarazione entrambi saranno responsabili in solido di tentata strage e il tecnico immediatamente radiato ed inabilitato.

Art. 8 – Fondo sociale di emergenza.

Tutte le banche operanti in Italia che hanno utilizzato fondi Europei dovranno rendersi pubblicamente disponibili in elenchi comunali, regionali e nazionali entro 10 giorni dall’entrata in vigore della presente legge alla concessione di “prestiti di prevenzione” antisismica sino ad un valore pari ai fondi EU ricevuti. I proprietari che dimostreranno con ISEE familiare di non poter realizzare gli interventi indispensabili per la propria prima casa potranno chiedere direttamente l’intervento di una delle banche predette, ottenendo un “prestito di prevenzione” adeguato e di durata compatibile con la capacità contributiva del soggetto erogato all’interesse dell’uno percento senza ulteriori compensi o spese. I “prestiti di prevenzione” saranno elargiti alla presentazione degli stati d’avanzamento digitali del direttore dei lavori che garantirà in solido con l’appaltatore la correttezza delle opere. Per banche insolventi, indisponibili o che ritardano o rifiutano di elargire questi prestiti sociali i responsabili locali e nazionali saranno processati per truffa aggravata con rito direttissimo salvo ulteriori conseguenze. Il “prestiti di prevenzione” è da considerarsi un prestito d’onore erogato per necessità di sicurezza collettiva quindi il proprietario che dovesse divenire insolvente per sopravvenute cause non imputabili a lui non potrà vendere o trasferire o donare l’abitazione se non ad estinzione del debito contratto e in casi estremi chiedere un intervento pubblico. L’accertata frode nella richiesta o nella restituzione dei “prestiti di prevenzione” sarà perseguita per direttissima. Nel caso i contributi siano stati già utilizzati e il fraudolento dichiarante non sia in grado di restituirli l’unità verrà acquisita dal Comune e utilizzata per il ricovero di famiglie senza tetto dando priorità a quelle nate e cresciute in loco. Ogni anno i fondi EU non utilizzati in altro modo in Italia dovranno confluire in un fondo di prevenzione che genererà disponibilità permanenti per il Sistema di Protezione Civile e la solidarietà sociale. Ogni anno verranno selezionate le priorità del Sistema di Emergenza che saranno soddisfatte con l’utilizzo sino al 50% della disponibilità e il residuo ripartito fra tutti i volontari del Sistema di Emergenza (Protezione Civile, Croce Rossa, ecc.) pubblico e privato che hanno offerto la loro opera nel corso dell’anno senza percepire compensi.

Art. 9 – Piani di emergenza comunali e scuole.

Tutti i Comuni dovranno pubblicare nel proprio sito il piano di emergenza locale, aggiornandolo costantemente in base alle informazioni raccolte. I Comuni per i cittadini e le scuole di ogni ordine e grado per gli studenti, il personale e le famiglie, dovranno realizzare quale prima e prioritaria attività di ciascun anno solare incontri efficaci, con esperti del settore, su “Prevenzione e gestione di calamità naturali, incidenti, incendi, emergenze sanitarie e di ogni genere”. Comuni e scuole dovranno realizzare queste disposizioni entro 30 giorni dalla pubblicazione della legge. Dirigenti, responsabili e personale che ritarderanno l’applicazione del presente articolo saranno processati per direttissima per tentata strage, rimossi dal loro incarico e licenziati per giusta causa.

Art. 10 – Protocollo di valutazione.

La valutazione sarà condensata in un verbale digitale che riporterà in alto a destra in prima pagina una S o una N in carattere arial grassetto corpo 80 o similare per indicare la classificazione idonea (S) o non idonea (N).

Di seguito sempre in prima pagina ma in normale corpo 12 riporterà:

  1. il Comune di riferimento;
  2. l’ubicazione della struttura (indirizzo completo, dati catastali, coordinate GPS, ulteriori indicazioni utili);
  3. i dati del proprietario, dell’eventuale rappresentante legale per persona giuridica e del tecnico incaricato tutti completi di email e telefono mobile;
  4. l’utilizzo prevalente della struttura;
  5. il numero di persone normalmente presenti;
  6. eventuali specifiche indicazioni per le squadre di emergenza come la presenza di elementi o attività potenzialmente pericolosi;
  7. un sintetico storico della struttura con lo schema statico, la data di costruzione da specificare se certa o presunta, la descrizione di eventuali opere successive e lo stato di manutenzione e conservazione;
  8. la data prevista per la nuova valutazione o il termine per la progettazione e realizzazione di eventuali interventi nel caso di inidoneità.

Nelle pagine successive:

  1. la dettagliata giustificazione della valutazione ed eventuale descrizione di massima degli interventi necessari in caso di inidoneità corredata delle immagini esplicative commentate ritenute necessarie;
  2. la planimetria stradale e satellitare prelevabile in rete senza diritti di proprietà per utilità pubblica con le indicazioni ai soccorsi per raggiungere la struttura, le zone di raccolta sicure e un piano di fuga;
  3. le eventuali prove tecniche eseguite;
  4. ogni altra informazione ritenuta utile in caso di emergenza.

Le raccomandazioni specifiche utili per il proprietario, i fruitori e gli operatori del Sistema di emergenza saranno allegate in documento sintetico separato per una facile divulgazione in particolare per i luoghi molto frequentati o a rischio. Queste schede di valutazione saranno conservate in archivi digitali comunali, regionali e nazionali a disposizione dei tre livelli del Sistema di Protezione Civile per una immediata consultazione delle loro indicazioni utili per la prevenzione e gestione delle emergenze. Esaminando le schede ogni Comune pubblicherà nel proprio sito internet una mappa costantemente aggiornata che indicherà in colore rosso le strutture pericolose e l’area a rischio circostante.

Roma 30 agosto 2016, iniziativa di legge popolare per la riduzione del rischio sismico proposta dall’Università Anglo Cattolica San Paolo Apostolo (www.unisanpaolo.org).

Il Segretario Generale

  ing. Mauro Contili

Sostenere questa iniziativa non costa nulla e salva vite! Inviate un messaggio: sms, telegram o whatsapp al numero sempre attivo 377 528 3573 indicando il proprio nome. Oppure iscrivetevi alla Protezione Civile indicando la vs. mail o attraverso 

la pagina Facebook

prof. Gabriele Ratini