Solenne liturgia per l’Università

Una solenne liturgia è stata celebrata a Roma per benedire il cammino dell’Università Anglo Cattolica San Paolo Apostolo dal Primate della Chiesa Cristiana Anglo Cattolica il rev.mo mons. Di Lernia assistito da numerosi Vescovi e Sacerdoti tra i quali il rev.mo mons. Maddamma Vicario Generale della Chiesa.

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Il momento più solenne quando il Primate leva al cielo per la Consacrazione la particola che diverrà l’Eucaristia.

Alla liturgia hanno partecipato le principali autorità dell’Università San Paolo guidate dal rev.mo padre Mauro Contili Segretario Generale dell’Università San Paolo, sacerdote e membro del Santo Sinodo della Chiesa.

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Il Primate e il Vicario Generale durante la celebrazione

La Liturgia si è svolta nella splendida cornice della Chiesa Valdese Metodista di via XX settembre nel centro di Roma.

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La Chiesa di via XX settembre è situata sul colle del Quirinale dominata dall’attuale via XX Settembre – Via del Quirinale, già nota come strada Pia per i lavori di sistemazione operati sotto Pio IV al quale venne dedicata anche la porta da cui iniziava la strada (cioè Porta Pia) che raggiungeva a valle l’odierna Via Nazionale.

La zona era di grande importanza anche nella Roma imperiale e comprendeva luoghi di culto di rilievo quali il tempio di Serapide e quello di Flora, le terme di Diocleziano, e abitazioni di personaggi famosi quali Pomponio Attico, Sallustio, Vespasiano, Marziale.

Anche nella Roma pontificia il colle diviene di grande rilievo e vi viene eretto il palazzo dal quale il Papa Re dominava il suo Stato.

Sisto V cerca di migliorare la Strada Pia nel 1587 attraverso speciali agevolazioni per chi avesse edificato in questa strada che contava ancora orti e vigne.

Con l’unificazione dell’Italia sorge la necessità di adeguare la struttura urbana della città alle nuove esigenze della capitale, la Strada Pia viene ribattezzata Via XX Settembre in ricordo della storica presa di Porta Pia e si propone come zona direzionale con la costruzione di nuovi edifici per la pubblica amministrazione per trasformare ed elevare la nuova capitale anche sotto il profilo urbanistico.

Il ministro Sella nel 1872 promuove la costruzione di grandi edifici ministeriali anche demolendo alcune chiese sconsacrate per cedere spazio alla nuova Via Firenze e qui viene edificata la Chiesa Metodista Episcopale di Via XX Settembre.

L’unificazione italiana che segna la fine dello Stato pontificio liberalizza di fatto Roma anche sotto il profilo urbanistico e in pochi anni altre chiese e opere sociali fioriscono numerose.

Alla Chiesa Metodista serviva un grande e prestigioso edificio multifunzione da destinare agli uffici amministrativi, alla casa editrice, alla Scuola Teologica, al convitto, agli alloggi dei professori e alla Chiesa.

Viene acquisita la prestigiosa area attuale di 1400 mq per creare questo edificio multifunzione che accoglie tutti .

Ottenute le concessioni i lavori procedono alacremente e il 20 settembre 1895 l’inaugurazione ufficiale nella storica data della breccia di Porta Pia, anzi nel venticinquennale della riconsegna all’Italia e al mondo della città inneggiando agli evangelici e  alla libertà di coscienza.

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La Chiesa è un notevole esempio di integrazione architettonica in un edificio polivalente illuminata dalle dieci alte bifore a tutto sesto che individuano la zona ad altezza maggiore del piano terreno.

Un’architettura non dissimile da quella dei Condominium che avevano caratterizzato fortemente la Roma antica che proponevano un piano terreno di altezza maggiore destinato ad accogliere luoghi pubblici o botteghe.

La struttura è naturalmente muraria con risalti (bugne) lasciati ad arte nelle pietre della facciata per accentuare la disposizione dei conci murari e valorizzare, impreziosendola la facciata.

Queste bugnature creano infatti dei giochi di luce e ombre che appagano lo sguardo superando la piatta uniformità degli elementi murari esterni.

La facciata di via XX Settembre comprende l’ingresso dotato di un monumentale portale murario dotato di timpano triangolare sorretto da colonne.

Non vengono però realizzate le due piccole torri previste nel progetto alla sommità dell’edificio che avrebbero dovuto caratterizzare maggiormente la funzione della Chiesa preferendo invece, durante la realizzazione, di non rendere troppo evidente la funzione religiosa dell’edificio per esaltarne la polivalenza intrinseca.

All’Interno troviamo lesene corinzie sovrapposte ad un alto basamento che sorreggono un ballatoio a ferro di cavallo che avvolge le pareti estranee all’altare.

Elementi in marmo e granito di diversa provenienza e aspetto e finemente lavorati conferiscono eleganza e maestosità.

Le pregevoli vetrate e le decorazioni parietali vengono disegnate dal Paschetto nel 1924 e  realizzate dal Picchiarini come attestano le loro firme riportate sulla prima vetrata a destra.

Ai lati dell’ingresso troviamo due affreschi raffiguranti un roveto ardente e una Croce con gigli mentre quelle sullo sfondo rappresentano gruppi di cherubini che sorreggono le parole del profeta Isaia.

La Chiesa che in elevazione comprende l’equivalente dei primi tre piani dell’edificio è a pianta rettangolare e non è dotata di sagrestia propria perché inserita in un edificio polivalente.

L’aspetto esterno è volutamente poco caratterizzato e l’interno è semplice ma maestoso e solenne così lontano dall’architettura pomposa e barocca intende essere una testimonianza del nuovo corso che all’epoca della costruzione era nella speranza di tutti.