Leggi italiane che riguardano le piante Officinali

A cura del Team del progetto di ricerca Dafne UNISANPAOLO

L’importanza delle piante officinali è elevata perché in esse sono comprese anche le piante medicali utilizzate in farmacologia.

Per questo motivo negli ultimi 90 anni sono state diverse le leggi e i regolamenti che si sono occupate del problema a cominciare dal Regno d’Italia e i suoi Regi Decreti.

Nel gennaio del 1981 una specifica circolare del Ministero della Sanità chiarisce l’argomento ma di fatto le norme e i regolamenti precedenti rimangono in parte ancora vincolanti e per questo motivo il Team del progetto di ricerca Dafne hanno inteso realizzare un compendio di tutta la normativa reperita.

Legge 6 gennaio 1931 n° 99

Disciplina della coltivazione, raccolta e commercio delle piante officinali

Art.1

Chiunque raccoglie piante officinali deve ottenere la carta di autorizzazione; chi utilizza altresì dette piante deve conseguire il diploma di erborista. Per piante officinali si intendono le piante medicinali aromatiche e da profumo, comprese nell’elenco che sarà approvato con regio decreto, su proposta del Ministro per l’agricoltura e le foreste, di concerto con quello per le corporazioni, udita la commissione consultiva di cui all’art.10 della presente legge.

Art.2

La carta di autorizzazione conferisce la qualità di raccoglitore e viene rilasciata dal podestà, su parere dell’associazione sindacale (fascista) a cui il richiedente appartiene. Con il regolamento per la esecuzione della presente legge verranno stabilite le condizioni per poter ottenere la carta di autorizzazione.

Art.3

La carta di autorizzazione, oltreché dal podestà, deve essere firmata dal rappresentante dell’associazione indicata nel precedente articolo e deve specificare le piante officinali delle quali viene consentita al titolare la coltivazione e la raccolta, nonché l’epoca e le modalità per la raccolta medesima, secondo quanto verrà disposto con decreto reale su proposta del Ministro per l’agricoltura e foreste, udita la commissione consultiva di cui all’art.10. La conformità delle norme trascritte sulla carta di autorizzazione a quanto è stabilito dal competente ministero, deve essere accettata da un diplomato in erboristeria che abbia a ciò avuto la delega dalla commissione anzidetta.

Art.4

La carta di autorizzazione deve essere esibita ad ogni richiesta delle autorità ed agenti preposti all’applicazione della presente legge. La mancanza di essa, da parte del raccoglitore, è punita con un’ammenda da lire 40.000, che in caso di recidività, è aumentata sino alla metà del suo ammontare.

Art.5

Chiunque arreca danni alle piante di cui all’art.1 è soggetto, qualora il fatto non sia considerato reato più grave da altre disposizioni di legge, all’ammenda da lire 2.000 a lire 20.000.

Art.6

Il diploma di erborista viene rilasciato dalle scuole di erboristeria presso le scuole universitarie di farmacia, a chi, avendo frequentato gli appositi corsi di studio, da stabilirsi con il regolamento di cui all’art.2, abbia superato gli esami finali.

Art.7

Il diploma di erborista conferisce l’autorizzazione a coltivare e raccogliere piante officinali indigene ed esotiche nonché alla preparazione industriale di esse. Tale autorizzazione non comprende la facoltà di vendere al minuto che spetta, peraltro, ai farmacisti. Il diploma sarà registrato presso l’ufficio del comune o dei comuni nei quali l’erborista intende svolgere la propria attività. Gli uffici stessi comunicheranno alle rispettive regie prefetture le registrazioni avvenute. Nulla è innovato a quanto dispone, riguardo alla vendita delle piante officinali e dei loro prodotti, a dose e forma di medicamento, l’art.18 della legge 22 maggio 1913, n.468, recante disposizioni sull’autorizzazione all’apertura e all’esercizio delle farmacie.

Art.8

Le contravvenzioni agli artt.6 e 7 sono punite con una ammenda da lire 2.000 a lire 40.000. In caso di recidiva, la pena è aumentata sino alla metà e si fa luogo alla sospensione dell’esercizio della professione, per la durata da uno a sei mesi.

Art.9

Non è considerato erborista nè raccoglitore, agli effetti della presente legge, chi distilla piante acquistate da raccoglitori, nè chi detiene per uso proprio o della famiglia senza farne commercio, piante officinali in quantità non superiore a quella stabilita dall’elenco che sarà approvato con decreto reale su proposta del Ministro per l’agricoltura e le foreste.

COMMISSIONE CONSULTIVA PER LE PIANTE OFFICINALI

Art.10

E’ costituita presso il Ministero dell’agricoltura e delle foreste una commissione consultiva per le piante officinali, la quale ha il compito di studiare e proporre i provvedimenti volti all’incremento ed alla migliore utilizzazione del patrimonio erboristico medicinale ed essenziero. La commissione stessa adempie le altre funzioni ed attività ad essa demandate dalla presente legge o delle quali venga di volta in volta investita dal Ministro per l’agricoltura e le foreste.

Art.11

La commissione di cui al precedente articolo è nominata con decreto reale su proposta del Ministro per l’agricoltura e le foreste ed è composta di un rappresentante designato da ciascuna delle associazioni sindacali appresso indicate:

Confederazione nazionale (fascista) degli agricoltori;

Confederazione nazionale (fascista) del commercio; Sindacato nazionale (fascista) dei medici;

Sindacato nazionale (fascista) dei farmacisti;

Sindacato nazionale (fascista) dei tecnici agricoli.

La Commissione è composta altresì di un rappresentante dell’ente nazionale per l’artigianato delle piccole industrie, dell’istituto nazionale della esportazione e di tre membri scelti dal Ministro per l’agricoltura e le foreste fra persone competenti, oltre che dai seguenti rappresentanti di diritto:

direttore generale dell’agricoltura; direttore generale della sanità pubblica;

direttore generale della produzione industriale e degli scambi; direttore generale annesso al regio orto botanico di Napoli;

direttore della regia stazione sperimentale per le industrie delle essenze e dei derivati dagli agrumi di Reggio Calabria.

La commissione è presieduta dal Ministro o dal sottosegretario di Stato per l’agricoltura e le foreste. I membri di nomina governativa durano in carica circa un triennio e possono essere riconfermati.

CONSORZI E FEDERAZIONI

Art.12

Per determinate specie di piante officinali, comprese nell’elenco di cui all’art.1 e per determinate zone potranno costituirsi consorzi per la coltivazione, raccolta, conservazione e prima manipolazione ed utilizzazione delle piante stesse. Tali consorzi sono costituiti con decreto del Ministro per l’agricoltura e le foreste di concerto con quello per le corporazioni su domanda di almeno dieci coltivatori o raccoglitori. La domanda deve indicare le piante che si intendono raccogliere e le rispettive zone. Le associazioni sindacali (fasciste), a cui i richiedenti appartengono, trasmetteranno le domande stesse al competente ministero, corredandole del proprio motivato parere. Il ministero, compiuti gli accertamenti del caso e sentita la commissione consuntiva, provvede, con proprio decreto , alla costituzione del consorzio, il quale dovrà uniformarsi alle norme che saranno stabilite dal regolamento di cui all’art.2.

Art.13

Il Ministro per le corporazioni, sul parere di quello per l’agricoltura e le foreste, il quale udrà la commissione consultiva per le piante officinali, potrà provvedere a costituire in federazioni i consorzi che ne facciano domanda, purché non siano meno di dieci.

Art.14

La vigilanza su quanto concerne l’applicazione della presente legge è affidata ai funzionari ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza e della forza pubblica, della milizia nazionale e forestale, alle guardie giurate comunali e campestri ed ai vigili sanitari.

Art.15

Gli agenti che accertino contravvenzioni, seguite da sentenza di condanna, percepiranno la metà dell’ammontare delle ammende stabilite dalla presente legge.

DISPOSIZIONI GENERALI E TRANSITORIE

Art.16

Alle spese per l’applicazione della presente legge comprese quelle relative al funzionamento della commissione consultiva di cui all’art.10, si provvede con un fondo di lire 200.000 da iscriversi annualmente nel bilancio del Ministero dell’agricoltura e delle foreste. Tale fondo però per l’esercizio finanziario 1930-31 sarà di lire 50.000.

Con la somma stessa si provvede:

1° alla propaganda volta all’incremento della flora officinale e delle industrie derivate; 2° alla concessione di contributi per la sperimentazione secondo le direttive e le finalità che stabilirà la commissione di cui all’art.10.

Art.17

Entro un anno dalla promulgazione della presente legge coloro che esercitano la professione di erborista, dovranno aver conseguito il relativo diploma ed i raccoglitori dovranno essere forniti della prescritta carta di autorizzazione. Per il rilascio delle carte di autorizzazione, la commissione consultiva per le piante officinali redigerà un elenco di esperti che, contemporaneamente faranno l’accertamento previsto nell’art.3 della presente legge, fino a che non esista un numero sufficiente di erboristi diplomati.

Art.18

Il Ministro per l’agricoltura e le foreste, di concerto con quello per l’educazione nazionale, sentito il parere della commissione consultiva per le piante officinali, ha facoltà, secondo le norme che saranno stabilite dal regolamento di cui all’articolo 2 di convalidare i titoli esistenti all’atto della promulgazione della presente legge, nonché di conferire il diploma dalle persone che possano essere abilitate all’esercizio della professione di erborista. Tale facoltà non può concedersi oltre il 31 dicembre 1931.

Regio Decreto del 19 novembre 1931 n° 1793

Regolamento di attuazione della legge 6 Gennaio 1931 n. 99

Approvazione del regolamento per l’applicazione della legge 6 gennaio 1931, n. 99, portante disposizioni sulla disciplina della coltivazione, raccolta e commercio delle piante officinali Articolo unico È approvato il regolamento per l’applicazione della legge 6 gennaio

1931, n° 99 , portante disposizioni sulla disciplina della coltivazione, raccolta e commercio delle piante officinali annesso al presente decreto, visto e sottoscritto, d’ordine nostro, dal ministro proponente.

REGOLAMENTO

Art. 1

Chiunque intenda raccogliere piante officinali deve richiedere in carta libera l’autorizzazione al podestà del luogo di residenza del raccoglitore. L’autorizzazione stessa

è rilasciata sentito il parere dell’associazione sindacale fascista competente.

Art. 2

Il Ministero dell’Agricoltura e delle foreste fornisce ai comuni che ne facciano richiesta i moduli per la carta di autorizzazione da rilasciarsi gratuitamente sul tipo che verrà stabilito con decreto del Ministero stesso.

Art. 3

La carta di autorizzazione è rilasciata al capo famiglia salvo a rilasciare carte sussidiarie ai membri della famiglia dietro richiesta del capo stesso.

Art. 4

I corsi da istituire presso le scuole di farmacia delle regie università per il conseguimento del diploma di erborista sono tenuti ogni anno od ogni biennio, ed anche a maggiori intervalli, a seconda che essi si dimostrino più o meno frequentati nelle diverse regioni, su indicazioni del Ministero dell’Agricoltura e delle foreste, d’intesa con quello dell’educazione nazionale. La facoltà di farmacia, su proposta del direttore del corso, stabilisce gli insegnati che dovranno tenere il corso stesso, con facoltà di chiamare estranei di riconosciuta competenza.

Art. 5

Per l’ammissione al corso occorre:

  1. certificato di nascita dimostrante un’età non inferiore ai diciotto anni;

  2. certificato di cittadinanza italiana;

  3. certificato penale;

  4. certificato di buona condotta;

  5. certificato di licenza di una scuola pratica di agricoltura o di licenza complementare o ginnasiale inferiore o di licenza della scuola di avviamento al lavoro o qualunque titolo equipollente;

  6. quietanza di versamento della tassa di iscrizione e di quella per le esercitazioni, previste all’art.. 9 del presente regolamento.

Art. 6

Il corso è preferibilmente tenuto nel periodo primaverile, dall’aprile al giugno, e la durata non deve sorpassare un mese.

Art. 7

L’insegnamento è costituito da lezioni di botanica e di farmacognosia, nonché da lezioni sulla distillazione delle piante aromatiche. Oltre alle lezioni di carattere eminente pratico, sono obbligatorie delle gite di istruzione per la conoscenza della flora officinale.

Art. 8

Gli esami si svolgono dinanzi ad una commissione di tre membri formata dal direttore della scuola di farmacia e dai professori di botanica farmaceutica e di botanica generale e di farmacologia. Qualora uno di questi professori sia il direttore della scuola, entra in commissione il professore di chimica farmaceutica. La votazione è fatta per decimi e per ottenere l’approvazione occorrono almeno diciotto trentesimi. Gli esami vertono sul riconoscimento delle piante officinali principali fresche ed essiccate, sulla conoscenza delle parti da utilizzare, sull’epoca della raccolta, e sulle precauzioni da seguire nella raccolta stessa, sull’essiccamento e su quanto occorre per la conservazione e messa in commercio delle piante e sugli accorgimenti necessari per evitare confusione tra specie velenose e non velenose, sugli usi terapeutici fondamentali delle piante, nonché su alcune norme per la preparazione e distinzione delle piante officinali di uso più corrente.

Art. 9

Le tasse del corso sono fissate come segue: a) tassa di iscrizione L. 500 b) tassa di esercitazioni pratiche L. 1.500 c) tassa di diploma L. 500 Le tasse di cui sopra sono versate nella cassa della regia università presso cui il corso è istituito.

Art. 10

Il corso che ha carattere eminentemente pratico non è valido se non siano state impartite almeno venti lezioni di botanica, venti di farmacognosia e sei sulla distillazione oltre le gite erboristiche. Per ciascun corso di lezioni è dovuto al professore che lo impartisce un compenso da determinarsi con decreto del Ministro per l’Agricoltura e per le foreste, d’intesa con quelli per le finanze e il tesoro e per la pubblica istruzione .

Art. 11

Il fondo di gestione per la istituzione e le spese dei corsi è costituito dai sussidi del

Ministero dell’Agricoltura e delle foreste, dagli eventuali contributi di enti e da i proventi delle tasse degli iscritti. Tale fondo sarà amministrato secondo le leggi di contabilità dello Stato, dal consiglio di amministrazione della università, e costituirà una gestione speciale da rilevarsi nel preventivo e nel rendiconto annuale dell’università presso cui il corso si attua.

Con esso si provvede alle spese relative ai seguenti oggetti: propaganda (manifesti, avvisi);

  1. posta, cancelleria, diplomi;

  2. provviste di materiale scolastico;

  3. gite di istruzione;

  4. lezioni dei professori;

  5. eventuali premi di operosità e rendimento al personale di segreteria ed al personale inserviente per l’opera da essi prestata, nella misura oraria e nei limiti attualmente prescritti.

Art. 12

Gli atti inerenti al corso degli erboristi sono conservati dalla segreteria universitaria della scuola di farmacia, la quale è tenuta a trasmettere al termine di ogni corso, al Ministero dell’Agricoltura e delle foreste, l’elenco nominativo degli iscritti al corso e di coloro che hanno superato gli esami, con i relativi punti, e le complete generalità.

Art. 13

Il corso di erboristeria svolge un programma botanico e un programma farmacognostico. Il primo tratta i seguenti argomenti. Elementi sulla struttura delle piante e sulla loro classificazione generale. – Nozioni di fisiologia vegetale. – Moltiplicazione e programmazione. – Generalità sulle norme culturali. – Classificazione delle piante officinali, con particolare riguardo alla regione ove il corso ha luogo,- Classificazione pratica delle piante secondo la droga che forniscono alla farmacia ed alla distilleria. – Descrizione delle principali piante spontanee officinali e di quelle più comunemente coltivate o coltivabili, usate correntemente in farmacia nell’industria dell’essenza e profumi. – Distribuzione geografica delle piante officinali italiane. Il programma farmacognostico tratta: Importanza, scopi, cenni storici sull’uso delle piante officinali. – Farmacia galenica e chimica. – La funzione dell’erboristeria e suoi rapporti con l’industria chimico-farmaceutica. –

Farmacognosia delle piante officinali studiate praticamente secondo la natura della droga

(talli, radici, fiori, foglie, semi, ecc.). – Modo di riconoscere le falsificazioni e le sofisticazioni. – Piante medicinali ad alto potere tossico. – Modi di raccogliere le piante officinali. – Epoca della raccolta (tempo balsamico). – I più comuni usi terapeutici delle varie droghe, – Utilizzazioni industriali, – Essicazione,- Distillazione, – lmballaggio, – Notizie commerciali,. – Esercitazioni dimostrative. Gli esercizi consistono nella preparazione di piante aromatiche e medicinali secondo il modo con cui devono essere messe in commercio e nel riconoscimento di esse.

Art. 14

La commissione consultiva, in forza del disposto di cui all’ari. 10 della legge 6 gennaio 1931, n. 99, invigila su ogni forma di attività riguardante la coltivazione, la raccolta e il commercio delle piante officinali. Il parere della commissione stessa è indispensabile per indire convegni comunque riguardanti le piante officinali.

Art. 15

La commissione consultiva si riunisce dietro invito del presidente presso il Ministero dell’Agricoltura e delle foreste.

Art. 16

La commissione anzidetta nomina nel suo seno una giunta esecutiva di cinque membri, uno dei quali ha la funzione del presidente ed un altro quella di segretario, spiegando la funzione stessa nella commissione. Componente di diritto della giunta è il rappresentante designato dall’ente nazionale per l’artigianato e le piccole industrie nella commissione consultiva. I poteri della giunta sono fissati dalla commissione. I membri che partecipano alle sedute della commissione e della giunta, residenti fuori di Roma, non funzionari dello

Stato, hanno diritto al rimborso delle spese di viaggio in prima classe sulle ferrovie ed i piroscafi e ad una lira per chilometro nei percorsi sulle vie ordinarie. Ai funzionari dello

Stato competono le diarie e le indennità stabilite dalle norme vigenti. I componenti della commissione e della giunta funzionari dello Stato hanno diritto per ogni giornata di adunanza ad una medaglia di presenza non superiore a lire 25; per i componenti della commissione e della giunta estranei all’amministrazione dello Stato, la medaglia di presenza per ogni giornata di adunanza è stabilita in misura non superiore a lire 50. In entrambi i casi si applica la riduzione ai sensi del regio decreto – legge 20 novembre 1930, n. 1491. La commissione consultiva provvede a norma dell’art. 18 della legge a stabilire l’elenco delle persone alle quali possono essere convalidati i titoli esistenti all’atto della

approvazione della legge stessa e conferisce i diplomi che in base a detto articolo possono essere concessi per l’abilitazione alla professione di erboristi. Compila inoltre, l’elenco degli esperti che devono fare gli accertamenti stabiliti dall’art. 17 della legge, fino a che non esista un numero sufficiente di erboristi diplomati.

Art. 17

Per costituire il consorzio di cui all’art. 12 della legge, occorre che almeno 10 coltivatori o raccoglitori facciano domanda al Ministero dell’Agricoltura e delle foreste specificando le piante officinali e le zone nelle quali si intende fare la raccolta. La domanda medesima, corredata da uno schema di statuto, deve essere inoltrata per il tramite delle associazioni provinciali sindacali agricole interessate, le quali danno il loro parere in merito. Nello statuto devono essere precisati: lo scopo, la durata, la circoscrizione, la sede del consorzio, i mezzi con i quali si intende far fronte alle spese di funzionamento, gli obblighi ed i diritti dei consorziati, le norme per l’amministrazione del consorzio, per l’edizione delle cariche, per l’ammissione dei nuovi soci, le sanzioni per le eventuali inadempienze dei soci stessi, le norme per lo scioglimento del consorzio e per le ripartizioni del patrimonio sociale. Il Ministero, compiuti gli accertamenti del caso e sentita la commissione consultiva, provvede, di concerto con quello delle corporazioni, alla costituzione del consorzio stabilendone la durata e le altre modalità. Il decreto ministeriale di costituzione del consorzio è pubblicato nel Foglio degli annunzi legali ed alla sua pubblicazione provvede il prefetto della provincia. Il consigliere delegato od il direttore del consorzio deve possedere il diploma di erborista. I consorzi possono federarsi in organizzazione nazionale, su richiesta di almeno dieci di essi fatta al Ministero dell’Agricoltura e delle foreste, il quale, sentito il parare delle considerazioni agricole interessate, detta le norme per tale costituzione.

Regio Decreto del 26 maggio 1932 n° 772

Elenco delle piante dichiarate officinali

Articolo unico – Ai sensi ed agli effetti delle disposizioni portate dagli art. 1 e 9 della legge 6 gennaio 1931, n° 99 sono considerate piante officinali le piante medicinali, aromatiche e da profumo comprese nell’elenco unito al presente decreto.

Elenco delle piante officinali spontanee soggette alle disposizioni della legge 6 gennaio 1931 n. 99

Nome volgare della pianta

Nome botanico

Parti utilizzate

Quantitativo di droga secca

detenibile per uso familiare

Aconito*

Aconitum napellus L.

foglie e radici

*

Adonidi*

Adonis sepc.var.

piante intere

*

Angelica

Angelica archangelica L.

semi e radici

2

Kg

Arnica

Arnica montana L.

fiori e radici

5

Kg

Artemisia

Artemisia vulgaris L.

foglie, fiori, radici

2

Kg

Assenzio gentile

Artemisia pontica L.

parti aeree

2

Kg

Assenzio maggiore

Artemisia absinthium L.

parti aeree

2

Kg

Assenzio pontico alpino

Artemisia vallesiaca All.

parti aeree

1

Kg

Assenzio romano

V. Assenzio maggiore

parti aeree

Bardana

Lappa major D.C.

radici

5

Kg

Belladonna*

Atropa belladonna L.

foglie

*

Briona*

Bryonia dioica Iacq.

radici

*

Calamo aromatico

Acorus calamus L.

radici

2

Kg

Camomilla comune

Matricaria chamomilla

fiori

10 Kg

Cardosanto

Carbenia benedicta B.H.

parti aeree

2

Kg

Centaurea minore

Erytraea centarium Pers.

erba fiorita

5

Kg

Cicuta maggiore*

Conium maculatum L.

foglie

*

Colchico*

Colchicum autumnale L.

bulbi e semi

*

Coloquintide

Citrullus colocynthis Sch.

frutti

0,500 Kg

Digitale

Digitalis purpurea L.

foglie

*

Dulcamara

Solanum dulcamara L.

stipiti

Elleboro bianco*

Veratrum album L.

radici

*

Enula campana

Inula helenium L.

radici

2

Kg

Erba rota

Achillea herba-rota All.

parti aeree

1

Kg

Farfara

Tussilago farfara L.

fiori

5

Kg

Fellandrio

Oenanthe phellandrium L.

semi

0,500 Kg

Frangula

Rhamnus frangula L.

corteccia del fusto

0,500 Kg

Frassino da manna

Fraxinus spec. var.

Manna

0,002 Kg

Genepi

Artemisia mutellina will

parti aeree

1

Kg

Artemisia spicata wulf

parti aeree

1

Kg

Artemisia glacialis wulf

parti aeree

1

Kg

Artemisia nana Gaud

parti aeree

1

Kg

Genziana

Gentiana lutea L.

radici

10 Kg

1

Giusquiamo*

Hyosciamus niger L.

foglie

*

Imperatoria

Peucedanum ostruthium K.

radici

2

Kg

Issopo

Hyssopus officinalis L.

radici

2

Kg

Iva

Achillea moschata L.

parti aeree

1

Kg

Lavanda vera

Lavandula officinalis Chaix

sommità fiorite

10 Kg

Lavanda spigo

Lavandula latifolia will

sommità fiorite

10 Kg

Licopodio

Lycopodium clavatum L.

spore

0,500 Kg

Limonella

Dictamnus albus L.

sommità fiorite

2

Kg

Liquirizia

Glycyrrhiza glabra L.

radici

10 Kg

Melissa

Melissa officinalis L.

foglie e sommità fiorite

5

Kg

Pino mugo

Pinus pumilio Hancke

rametti

10 Kg

Psillio

Plantago psyllium L.

semi

5

Kg

Polio montano

Teucrium montanum L.

parti aeree

2

Kg

Sabina*

Juniperus sabina L.

rametti

*

Saponaria

Saponaria officinalis L.

foglie e radici

10 Kg

Scilla maritima*

Urginea maritima Bak

bulbi

*

Spincervino

Rhamus cathartica L.

frutti

0,500 Kg

Stafisagria

Delphinium staphysagria L.

semi

1

Kg

Stramonio*

Datura stramonium L.

foglie

*

Tanaceto

Tanacetum vulgare L.

fiori

5

Kg

Tarassaco

Taraxacum officinalis L.

radici

5

Kg

Tiglio

Tilia species

fiori

10 Kg

Timo volgare

Thimus vulgaris L.

erba fiorita

10 Kg

Valeriana

Valeriana officinalis L.

radici

2

Kg

N.B. – le piante contrassegnate da * (evidenziate dal fondo giallo) per il loro alto potere tossico, sono escluse dall’uso familiare.

Legge del 30 ottobre 1940 n° 1724

Disciplina della raccolta e della vendita della camomilla.

Art. 1

Le date di inizio e di fine della raccolta a scopo commerciale delle infiorescenze di camomilla (Matricaria chamomilla L.) sono rese pubbliche dalle competenti sezioni dei consorzi provinciali fra i produttori dell’agricoltura, di intesa con l’esperto erborista provinciale. Fuori del periodo di tempo balsamico stabilito, la raccolta è vietata.

Art. 2

I raccoglitori devono munirsi presso il podestà dei comuni delle rispettive residenze della carta di autorizzazione, prevista dalla legge 6 gennaio 1931, n. 99, sulle piante officinali.

Art. 3

Entro il mese di aprile, il Ministero delle corporazioni di concerto con quello dell’agricoltura e delle foreste, fissa i prezzi di raccolta e di vendita dei vari tipi di camomilla di cui alla tabella annessa alla presente legge.

Art. 4

Presso le competenti sezioni dei consorzi provinciali tra i produttori dell’agricoltura, e per le province da elencare con decreto del Ministro dell’agricoltura e delle foreste, sono costituite commissioni composte di due delegati nominati dal Ministero dell’agricoltura e delle foreste su designazione della federazione nazionale dei consorzi provinciali tra i produttori dell’agricoltura, di altri tre nominati dal Ministero delle corporazioni e designati uno dalla confederazione fascista dei commercianti, uno dalla confederazione fascista degli industriali e uno dalla confederazione fascista degli artisti e professionisti. Le commissioni sono presiedute dall’esperto erborista provinciale. Le commissioni controllano la rispondenza dei prodotti raccolti ai tipi indicati nella tabella annessa alla presente legge, ed hanno facoltà di fare selezionare o distruggere il prodotto giudicato non commerciale. Nelle province non comprese nell’elenco ministeriale, tali facoltà sono esercitate dall’esperto erborista provinciale. I raccoglitori hanno l’obbligo di sottoporre il prodotto raccolto al controllo suddetto presso le sezioni dei consorzi provinciali tra i produttori dell’agricoltura.

Art. 5

È vietato il commercio di camomilla che non rispondono ai tipi e alle caratteristiche fissati nella tabella annessa alla presente legge.

Art. 6

La camomilla destinata alla vendita al «dettaglio» deve essere contenuta in pacchetti di peso non inferiore a cento grammi, secondo le disposizioni della legge sanitaria e oltre a corrispondere a uno dei tipi stabiliti nella tabella annessa alla presente legge, deve essere confezionata in modo che non sia possibile estrarla senza ingerire l’involucro della confezione (sigillatura). Sull’involucro deve essere direttamente applicata un’etichetta indicante il nome e l’indirizzo della ditta che ha confezionato il prodotto, il «tipo» e l’anno di produzione. Dopo due anni dalla data di produzione risultante dall’etichetta, qualunque

«tipo» di camomilla non può essere ceduta al pubblico che come camomilla «industriale».

Art. 7

Il transito diretto o indiretto traverso il territorio dello Stato, di camomilla di provenienza estera non è sottoposto all’osservanza delle formalità di cui agli articoli precedenti. La camomilla di provenienza estera da consumare nel regno, non può essere venduta alla rinfusa.

Art. 8

L’autorità sanitaria può prelevare presso qualunque detentore, campioni di camomilla per il controllo.

Art. 9

Chiunque contravvenga alle disposizioni concernenti la compravendita del prodotto, è punito con l’ammenda la quale, nei casi più gravi, può estendersi fino al valore della camomilla cui si riferisce la contravvenzione, salvo che il fatto non costituisca reato più grave.

Art. 10

Le sezioni dei consorzi provinciali tra i produttori agricoli, che, a termini dell’art. 1 della legge 16 giugno 1938, n° 1008, organizzano, a richiesta dei produttori, la gestione associativa per la vendita della camomilla, possono stabilire di corrispondere ai produttori conferenti, a titolo di anticipo, i nove decimi del prezzo fissato, a termini dell’art. 3, salvo a corrispondere il residuo dopo detratte le spese di gestione, con la liquidazione annuale della gestione stessa.

Alle gestioni associative di cui sopra sono applicabili le norme di legge 15 maggio 1939, n° 832.

Art. 11

I documenti, atti a quietanze relativi alla gestione associativa del prodotto, rilasciati nei prodotti tra conferenti da una parte a sezioni dell’ortofrutticoltura che effettuano la gestione associativa per la vendita della camomilla, dall’altra, nonché quelli rilasciati nei rapporti tra le competenti sezioni dei consorzi provinciali tra i produttori dell’agricoltura e gli istituti finanziatori, sono esenti dalle tasse ed imposte indirette sugli affari fatta eccezione per l’imposta generale sull’entrata e per le cambiali, che restano soggette alla normale tassa di bollo.

Legge del 9 ottobre 1942 n° 1421

Disciplina della raccolta e del commercio della digitale.

Art. 1

Le date d’inizio e di fine della raccolta delle foglie di digitale (Digitalis purpurea L.) che segnano il periodo di «tempo balsamico», sono annualmente stabilite, per le diverse zone, dell’ispettorato provinciale dell’agricoltura, sentito l’esperto erborista provinciale ed un farmacologo. Tali date sono rese pubbliche a cura dei comuni interessati.

Fuori del periodo suddetto la raccolta è vietata.

Art. 2

Il raccoglitore, che deve essere munito della carta di autorizzazione prevista dalla legge 6 gennaio 1931, n° 99, è obbligato a consegnare giornalmente il prodotto raccolto alle persone, ditte od enti di cui al successivo art. 4.

È vietato l’insaccamento delle foglie, le quali debbono essere tenute in cesti e non pressate, dal momento della raccolta a quello della consegna.

Art. 3

L’essicamento delle foglie di digitale, anche di quelle che saranno eventualmente stabilizzate, deve farsi al coperto, al riparo dei raggi del sole, o mediante essicatoio, a cura delle persone, ditte od enti autorizzati all’acquisto. Ogni altro sistema è vietato.

L’attrezzatura tecnica prescritta per l’essicamento delle foglie di digitale è accertata annualmente dall’ispettore provinciale dell’agricoltura di concerto con l’esperto erborista provinciale.

Avvenuto l’accertamento l’ispettore provinciale dell’agricoltura nel fissare il «tempo balsamico» provvede a comunicare ai comuni interessati per la relativa pubblicazione, i nominativi delle persone, ditte o enti che sono stati autorizzati all’acquisto delle foglie fresche di digitale, di cui al successivo art. 4, nonché a precisare la località ove la consegna deve avvenire.

Art. 4

Possono acquistare il prodotto:

  1. i farmacisti o diplomati in erboristeria;

  2. le ditte o gli enti che hanno come direttore tecnico un laureato o un diplomato di cui alla lettera precedente.

L’ufficio provinciale dell’ente economico dell’agricoltura può organizzare nelle province produttrici la raccolta collettiva e la preparazione del prodotto secondo le norme della presente leggere sempre quando alle operazioni di preparazione sia preposto un farmacista od un diplomato in erboristeria.

Art. 5

Il Ministro delle corporazioni, d’intesa con quelli dell’agricoltura e foreste e dell’interno, sentita la corporazione competente, fissa tempestivamente i prezzi di raccolta e di vendita all’ingrosso dei vari tipi di digitale di cui alla tabella annessa alla presente legge.

Art. 6

È vietato il commercio di digitale che non corrisponda ai tipi ed alle caratteristiche fissate nella tabella annessa alla presente legge. La norma che precede si applica anche alla digitale destinata alla esportazione.

Le partite di foglie di digitale non possono essere esportate se non sono accompagnate da un attestato redatto dall’ispettore dell’agricoltura della provincia ove ha sede la persona, ditta o ente che intende esportare il prodotto, e dal quale risulti che le partite anzidette corrispondono ai tipi ed alle caratteristiche di cui alla tabella annessa alla presente legge.

Tale attestato deve essere controfirmato dall’esperto erborista della stessa provincia.

Art. 7

La digitale destinata alla vendita all’ingrosso od a dettaglio, oltre a corrispondere ad uno dei tre tipi stabiliti nella tabella annessa alla presente legge, deve essere confezionata: per il tipo «foglie stese» in pacchetti leggermente compressi da porsi in recipienti di latta, cartone o legno foderati di carta impermeabile turchina per il tipo «foglie in sorte» alla rinfusa, in recipienti foderati di carta impermeabile turchina; per il tipo «foglie di scarto» è ammesso l’imballo in sacchi, sacchiere o balle pressate.

Il prodotto deve essere confezionato in modo che non sia possibile estrarlo senza infrangere l’involucro della confezione (sigillatura).

Sull’involucro debbono essere direttamente impressi in modo indelebile, il nome e l’indirizzo della persona, ditta o ente che ha confezionato il prodotto, nonché il tipo e la data di produzione.

La digitale stabilizzata deve portare, inoltre, l’indicazione che è stabilizzata, ed altresì il titolo in principio attivo.

Dopo un anno dalla data di produzione riportata sull’involucro i tipi «foglie stese» e «foglie in sorte» non stabilizzate devono includersi, a tutti gli effetti, nel tipo «foglie di scarto».

Art. 8

La digitale di provenienza estera deve corrispondere ai tipi «foglie stese» e «foglie in sorte».

Art. 9

La digitale destinata al commercio interno o alla esportazione è sottoposta al controllo di Stato, che viene esercitato dal Ministero dell’interno (istituto superiore di sanità).

Art. 10

Le violazioni alle disposizioni della presente legge punite ai sensi della legge 8 luglio 1941, n. 654.

Su queste basi che sono le uniche che l’Ordinamento giuridico vigente fornisce, e sulla loro interpretazione (ci si avvarrà dei canoni giuridici dell’interpretazione e cioè: interpretazione letterale, analogia, similitudine, ecc.) cercheremo di schematizzare un regolamento sulla cui falsariga il Farmacista potrà determinare se un prodotto di Erboristeria a Lui offerto in vendita e da vendere, corrisponde o meno a quanto la legge prescrive.

Circolare ministeriale 1981