La sede centrale di Roma

La Roma attuale è definita dal Grande Raccordo Anulare che disegna il territorio metropolitano della Città Eterna con un cerchio quasi perfetto. Esattamente al centro troviamo la nuova sede dell’Università Anglo Cattolica San Paolo Apostolo in piazza di Santa Balbina n°6.

La Roma antica si adagia sui famosissimi sette colli, qui illustrati in una bella immagine (fonte Wikipedia), il più a sud dei 7 è l’Aventino. Situato in prossimità del porto fluviale sul Tevere, da selva impenetrabile diviene presto un coacervo multietnico, centro di scambi di ogni genere.

 

Nel IV secolo a. C. per la sua importanza viene totalmente incluso nel perimetro delle mura serviane che escludono invece l’Esquilino e parte del Campidoglio. Nella Roma Repubblicana accoglie la plebe e gli artisti ma in quella Imperiale si trasforma in un quartiere esclusivo tanto che diversi imperatori la eleggono a propria dimora.  Proprio sui resti di alcune ville patrizie viene edificata la basilica minore di Santa Balbina attorno al V secolo d.C.. La Chiesa viene poi completata da un complesso monastico, quello che oggi ospita l’Università, realizzato in muratura e articolato su un doppio cortile contornato da mura che ospitano i locali. In epoca medioevale l’Aventino, fu spesso obiettivo di scorrerie e la tipologia del complesso ne è stata fortemente caratterizzata. Attorno al 1200 viene aggiunto il campanile destinato ad ospitare tre campane. Vari cicli di restauri sono stati necessari e in particolare l’ultimo datato circa 90 anni fa ha restituito al sito molto della sua originale struttura.

Sia gli uffici che gli altri locali utilizzati dall’Università sono caratterizzati da pareti intonacate a calce bianca o in muratura a vista in modo da far risaltare le splendide volte a crociera. Pregevoli le volte che oggi sono restituite alla muratura di mattoni originale. Le volte a crociera offrono la massima resistenza e ci dicono molto sulla destinazione difensiva medioevale del complesso. Il cortile principale dell’Università è chiuso su un intero lato dalla Basilica di Santa Balbina nel cui comprensorio è contenuto l’albero di arance piantato da Domenico (fondatore dell’ordine che porta il suo nome) e considerato miracoloso perché rinnovandosi costantemente senza interventi esterni continua, dopo secoli, a dare frutti. La Basilica è stata anche sede di un conclave interrotto dalla malaria nel 1287 e 1288 ed è la prima stazione quaresimale, forse per la ripida salita che va percorsa per raggiungerla e che rappresenta la faticosa via per ascendere al cielo.

Oggi l’Aventino è un quartiere ricco di storia estremamente esclusivo.

Il complesso dell’Università Anglo Cattolica San Paolo Apostolo confina con il palazzo della FAO (Food and Agriculture Organization) l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura che ha li la propria sede dal 1952 (quando ancora l’Italia come Nazione non era ancora stata accolta nell’O.N.U.). Sul lato opposto invece inizia il parco archeologico delle Terme di Caracalla il complesso termale più imponente dell’Impero romano superate solo dopo un secolo da quelle di Diocleziano: Le Terme di Caracalla accolgono ogni anno circa 300.000 visitatori e durante l’estate divengono uno straordinario teatro, molto amato dal pubblico e molto meno dagli artisti per alcuni problemi di acustica che, a volte, provocano “stecche” indesiderate e del tutto involontarie.

Il complesso di Santa Balbina fra la sede della FAO e il parco archeologico delle Terme di Caracalla.
Il complesso di Santa Balbina che ospita l’Università, la Fondazione “Mani Sul Cuore”, la Casa Santa Margherita, ecc. con evidenziata a destra l’ingresso della Basilica e a sinistra quello degli altri edifici.