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Firme ECC

di Mauro Contili

Le ricerche dell’Università Anglo Cattolica San Paolo Apostolo si sono in questi ultimi anni soffermate sulla fisica dei campi coerenti, che studia non le singole particelle ma piuttosto gli insiemi di particelle. Un insieme di particelle con caratteristiche comuni permette di studiare l’insieme di queste con gli stessi risultati dello studio della singola particella ma con minori problemi intrinsechi. Questo concetto viene usato molto spesso in vari campi scientifici. È più semplice rilevare il peso di un numero elevato di piccoli oggetti uguali e ricavare, dividendo il risultato per il numero di oggetti, poi il peso del singolo oggetto piuttosto che pesarne uno solo, operazione a volte fuori della sensibilità dello strumento di misura utilizzato. Per il medesimo principio in biologia si analizzano colture di agenti patogeni o di cellule piuttosto che valutarne uno solo. In ogni campo le caratteristiche e lo studio di un insieme rilevante è più semplice da affrontare rispetto a quello della singola unità. Oltre a questi aspetti indubbiamente utilissimi, gli insiemi coerenti possiedono legami forti che rimangono tali indipendentemente dalla disposizione fisica e dalla distanza relativa dei singoli componenti. Questa caratteristica nota da oltre un secolo viene postulata nella “Interpretazione di Copenhagen” che dobbiamo in particolare a Niels Bohr e Werner Heisenberg. In estrema sintesi viene postulato che ogni particella non possiede proprietà esattamente definite prima della misura. Mentre nella fisica galileiana, che ormai sappiamo essere un’utilissima approssimazione della realtà valida nei macrosistemi, per i sistemi infinitesimali o estremamente veloci è necessario utilizzare la fisica quantistica. Una delle differenze sostanziali è nella posizione dell’osservatore che per Galileo può essere del tutto estraneo e quindi ininfluente mentre per la meccanica quantistica no. Ogni misura influisce sul sistema misurato che, prima della misura, è in uno stato indeterminato e, dopo la misura, collassa in uno stato specifico assumendo solo uno degli infiniti stati probabilistici che potenzialmente può assumere. Questo concetto definisce che la misura e l’osservatore che la compie hanno un’influenza determinante sulle caratteristiche di quanto viene osservato che possono venire descritte con una funzione d’onda di possibilità infinite che solo all’istante della misura converge o collassa verso un valore unico definito dal binomio osservatore e osservato.

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