I titoli Unisanpaolo

La pubblica istruzione, occorre precisare, nell’esperienza occidentale nasce in parallelo ai singoli Stati nazionali; segue l’impostazione politico-filosofica e socioeconomica di ogni realtà ed anche le dinamiche dei rapporti Stato-Chiesa. L’interazione tra tali fattori accompagna costantemente lo sviluppo dei sistemi scolastici che divengono uno dei ritratti delle relazioni Stato – Chiesa di ogni singolo paese, nel loro divenire storico e nella capacità di adeguamento alla realtà presente. Lo Stato moderno nell’assumere su di sé tutte le funzioni ed i servizi connessi alla vita terrena, non può certo più trascurare l’istruzione poichè la alfabetizzazione ed anche una formazione tecnico culturale di base è necessaria allo sviluppo economico degli Stati, nel contempo altresì formare un cittadino virtuoso ed emancipato coinvolgendosi inevitabilmente il rapporto con le Chiese. Il modello liberale proprio della Università Anglicana “poggia su una interpretazione evoluzionistica di tutti i fenomeni della cultura e dello spirito e sulla visione dei limitati poteri della ragione umana”, con il pieno rispetto della tradizione culturale e sociale con la creazione di una scuola seppur privata ma libera. Tale percorso evolutivo ha comportato la valorizzazione dell’autonomia degli individui ed il principio di libera partecipazione dei soggetti privati – persone fisiche o enti intermedi – alla funzione ed alle attività tipicamente pubblicistiche, in condizioni di parità con gli operatori pubblici. Da quì l’evoluzione legislativa che ha portato ad una parificazione europea ed extra-europea dei titoli accademici  acquisiti in corsi universitari, arrivando al cosiddetto Trattato di Lisbona. Nello specifico  la Convenzione sul riconoscimento dei titoli di studio relativi all’insegnamento superiore nella Regione Europea dell’11 aprile 1997 (c.d. Convenzione di Lisbona), elaborata dal Consiglio d’Europa e dall’UNESCO, si pone i seguenti obbiettivi:

– consentire ai diplomati della scuola superiore di accedere alle università di tutti i Paesi firmatari;

– facilitare i programmi di scambio accademici studenteschi garantendo il riconoscimento dei periodi e dei cicli di studio effettuati all’estero;

– utilizzare i titoli accademici nazionali finali per l’accesso al mercato del lavoro e delle professioni regolate in tutti i Paesi o per proseguire gli studi a livello più avanzato;

– aumentare la quantità, la qualità e la trasparenza dell’informazione disponibile sui sistemi nazionali d’istruzione superiore, sulle università e i loro programmi, sull’offerta formativa, sui titoli di studio anche attraverso lo sviluppo dei centri nazionali d’informazione sulla mobilità e il riconoscimento dei titoli e la diffusione di nuovi strumenti di certificazione come il “supplemento di diploma”.

La Convenzione detta i seguenti principi di base relativi alla valutazione dei titoli di studio:

– il possessore di un titolo di studio rilasciato da una delle Parti del Trattato ha diritto a che il proprio titolo sia valutato dalle altre Parti;

– in sede di valutazione di un titolo di studio straniero non possono essere effettuate discriminazioni per alcun motivo, quali sesso, razza, colore, disabilità, lingua, religione, opinioni politiche o di altra natura, origini nazionali, etniche o sociali, appartenenza a minoranze nazionali, proprietà, nascita o altro stato civile, ovvero per motivi di altro genere non attinenti al valore del titolo di studio del quale si chiede il riconoscimento;

– le procedure ed i criteri impiegati per valutare e procedere al riconoscimento dei titoli di studio devono essere trasparenti, coerenti ed affidabili;

– le decisioni relative al riconoscimento devono essere adottate sulla base di adeguate informazioni;

 – le decisioni relative al riconoscimento saranno adottate entro un lasso di tempo ragionevole, specificato in anticipo dall’autorità competente in materia e calcolato a partire dal momento in cui sono state fornite tutte le informazioni necessarie.

Se un titolo consente di accedere all’università di un determinato Paese parte della Convenzione, esso dovrà essere accettato anche dagli altri Stati come titolo valido per l’accesso ai rispettivi sistemi nazionali di istruzione superiore a meno che in via eccezionale sia prevista la possibilità di rifiutare il riconoscimento di un titolo estero qualora sussistano sostanziali e comprovate differenze tra i requisiti generali di accesso nei due Paesi.

Si appalesa e certifica pertanto la validità dei titoli universitari acquisiti presso la Università Anglo Cattolica San Paolo (Unisanpaolo) ove la equipollenza del titolo è ampiamente legittimata e validata come produttiva di effetti giuridici in tutto il territorio europeo ed extra-europeo, ciò comunque nel pieno rispetto della normativa anche nazionale per le successive fasi afferenti l’esercizio nel territorio della professione di riferimento.

Il Collegio della Facoltà di Fondamenti del Diritto Umano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *