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Cos’è la Criminologia

Cos’è la Criminologia?

 

La criminologia è una scienza che studia i comportamenti criminali, i loro autori e le loro vittime.

Essendosi sviluppata a partire dalla fine del XVII secolo, può considerarsi una disciplina relativamente recente. La criminologia è profondamente interdisciplinare e si serve dell’apporto di altre scienze come la giurisprudenza, la sociologia, la psicologia, la medicina, l’antropologia, la fisica e la statistica.

Fu proprio una figura che potremmo definire di multiforme ingegno ed interessi  cioè un medico, antropologo, giurista e sociologo italiano ad essere considerato il fondatore della moderna criminologia.

Anche se molte teorie di Cesare Lombroso  (1835 – 1909) si basavano erroneamente sul darwinismo sociale e sulla figura del criminale genetico e sono oggi rifiutate il prof. Lombroso fu il pioniere degli studi sistematici sulla criminologia che a lui deve quindi moltissimo e con lui di fatto diviene scienza.

L’approccio allo studio della criminalità può essere di tipo micro o macroscopico.

Nel primo caso (approccio microscopico) si cerca di comprendere la genesi del reato, valutando la personalità del singolo criminale, la sua tendenza a delinquere e i suoi difetti di socializzazione.

Nel secondo caso  (approccio macroscopico) si cerca di comprendere le tendenze generali della criminalità, allo scopo di contribuire alla elaborazione di politiche di contrasto a livello legislativo.

Pur essendo stata la culla della moderna scienza della criminologia, la figura del criminologo in Italia comincia ad affermarsi solamente ora.

Le serie televisive offrono ampia pubblicità all’immagine del Federal Bureau of Investigation (FBI) istituzionalizzata negli investigatori e nei criminologi USA che risolvono i casi acquisendo le prove dalla scena del crimine per analizzarle e scoprire i colpevoli anche attraverso la redazione di profili specifici.

In queste vicende sono i criminologi forensi a rapire la scena e questo in effetti si verifica anche nella realtà anche se mediato da un diverso sistema giudiziario che in Italia privilegia il momento inquisitorio rispetto a quello investigativo.

L’Italia è considerata ed è la culla del DIritto e del Codice e ha volte la tradizione frena l’evoluzione.

Nuovo slancio alla professione del criminologo è stato offerto dalla riforma del codice di procedura penale che ha trasformato la figura dell’avvocato che ora ha grandi possibilità di svolgere direttamente o indirettamente indagini che poi verranno prodotte e saranno adeguatamente considerate in sede di giudizio.

È il 21 aprile 2000 quando la Commissione Giustizia della Camera approva il provvedimento legislativo che prevede anche per gli avvocati difensori la possibilità di compiere indagini a tutela dei loro assistiti attraverso la collaborazione non degli organi di polizia ma di esperti, criminologi ed investigatori privati.

Da quel momento in poi tutti gli interventi legislativi in merito al giusto processo hanno consentito la piena introduzione nel nostro sistema penale di nuove figure professionali: consulenti, investigatori, operatori tecnici, specialisti di criminalistica e altri ancora.

Il magistrato ha il compito di applicare la legge ma non dispone di competenze specifiche nelle varie branche scientifiche quindi può e deve sempre affidarsi alla competenza professionale di figure specifiche che in sede giudiziale vengono definiti periti.

IL Codice di Procedura Penale all’articolo 220 impone di affidarsi a specifici consulenti forensi “…  quando occorre svolgere indagini o acquisire dati o valutazioni che richiedono specifiche competenze tecniche, scientifiche o artistiche”.

Oltre a coadiuvare magistrati e investigatori di entrambe le parti, il criminologo si occupa anche di:

  • ricerca scientifica di alto profilo analizzando le cause scatenanti e le conseguenze della criminalità nei suoi meccanismi di causa-effetto;
  • sicurezza e prevenzione ricoprendo il ruolo di security manager;
  • consulente delle forze di polizia e degli inquirenti in generale: dal questore al singolo poliziotto e per la difesa;
  • coordinare i gruppi di lavoro delle parti cioè sia dell’accusa che della difesa;
  • supportare le vittime;
  • prevenire la criminalità suggerendo metodi e sistemi efficaci per evitare situazioni potenzialmente pericolose.

Il criminologo del terzo millennio è una figura poliedrica estremamente affascinante che diverrà sempre di più un punto di riferimento extra-giudiziale nella prevenzione di illeciti ad ogni livello.

La preparazione specifica e l’azione efficace del criminologo dovrà essere utilizzata in un ampio spettro di situazioni e contesti specifici: nelle scuole per insegnare a studenti, genitori, docenti e non come evitare violenza domestica e bullismo ma anche nel mondo imprenditoriale per contrastare illeciti derivanti da concorrenza sleale, infedele patrocinio, slealtà e conflittualità interna.

Il criminologo, correttamente formato in una struttura universitaria di prestigio come quella UniSanPaolo, diviene una figura centrale in molte situazioni proprio per la sua capacità di valutazione di profili umani e analisi del contesto è in grado di indicare il confine fra buona e cattiva fede risultando utilissimo nelle situazioni strategiche della vita reale più disparate.

Il dottorato triennale e i master di specializzazione che saranno proposti in futuro rappresentano la strada maestra per l’accesso ad una professione affascinante e relativamente nuova nello scenario internazionale che sarà apprezzata sempre in maggior misura nel mondo del lavoro contribuendo a diminuire l’early leaver attraverso un rapido ingresso nei campi pubblici e privati, istituzionali ed imprenditoriali.

Prof.ssa Maria Pia Turiello Criminologa Forense

Preside della Facoltà di Prevenzione e Criminologia UniSanPaolo e Presidente AISPAC

maria.turiello@unisanpaolo.org

La piena equiparazione dei titoli Universitari

EQUIPOLLENZA ED EQUIVALENZA

DEI TITOLI UNIVERSITARI:

LA PIENA EQUIPARAZIONE DEI TITOLI

UNI SAN PAOLO

Particolare attenzione nel mondo degli studi superiori, riveste l’argomento della equipollenza dei titoli universitari, soprattutto tenuto conto dei risvolti giuridici, scientifici e pratici che tale tema riveste nell’Unione Europea.

I mutati e continui cambiamenti degli ordini sociali, influiscono essenzialmente anche sulla percezione del valore di un titolo universitario acquisito in qualunque punto della comunità europea e in tutto il mondo. Ciò non di meno, incide essenzialmente sulle mutate ed in continuo “divenire” dinamiche del mondo del lavoro.

La chiarezza didattica e scientifica sull’argomento “equipollenza”, comporta automaticamente l’esigenza di fare chiarezza sui punti cardini che nel tempo e nella storia, a partire dal secondo dopo guerra in poi, ne hanno scandito la rilevanza e l’importanza giuridico – accademica.

  1. Convenzione europea firmata a Parigi il 14 Dicembre 1959, in tema dei titoli rilasciati da Università straniera: perfetta equipollenza e cioè equiparazione piena di un titolo accademico rilasciato da un istituto superiore di studi di Nazione straniera. La Università dovrà valutare con il vaglio del Ministero dell’istruzione superiore, la perfetta esaustività dei titoli accademici acquisti all’estero, conferendo equipollenza ed equivalenza agli stessi;

  1. Tale convenzione trova sviluppo ulteriore e definitivo con il trattato della convenzione di Helsinki per “La sicurezza e la cooperazione in Europa”, del 01.Agosto.1975;

  1. Ulteriore ampliamento legislativo di stampo pattizio, fu apportato tramite la Convenzione di Parigi del 21. Dicembre.1979, e ratificata in Italia con Legge del Giugno 1982, n.376.

  1. Lo Stato Italiano, muovendo in questa direzione, ha dunque accettato di ratificare la convenzione sul riconoscimento dei titoli di studio relativi all’insegnamento superiore in tutta la regione europea , fatta a Lisbona l’11.Aprile 1997, (Legge 11 Luglio 2002, n.148), e che attribuisce in modo esplicito ed inequivoco all’indice dell’art.2, a tutte le Università, la relativa competenza per il riconoscimento dei cicli e dei periodi di studio svolti anche all’estero e dei titoli di studio stranieri ai fini dell’accesso all’istruzione superiore, del proseguimento degli studi universitari ed accademici in genere e nello specifico, del conseguimento dei titoli universitari italiani;

  1. Con riguardo al nodo dell’impiego pubblico, l’art.5 prevede che: “il riconoscimento dei cicli e dei periodi di studio svolti all’estero e degli stessi titoli, è operato dalle amministrazioni dello Stato nel pieno rispetto delle disposizioni vigenti in materia di riconoscimento ai fini professionali e di accesso ai pubblici impieghi, secondo procedure da stabilire con successivo e pertinente regolamento di esecuzione”;

  1. La convenzione di Lisbona, stabilisce ulteriormente che ogni parte può subordinare il riconoscimento dei titoli accademici stranieri che operano fattualmente sul territorio a requisiti specifici di legislazione nazionale, propria, o ad accordi specifici firmati con la parte a cui appartengono tali istituti;

  1. La Sez. III° del Consiglio di Stato con Sentenza n.378 del 16.Marzo.1994 , secondo cui la licenza in Teologia Sacra è titolo valido per la partecipazione ai concorsi di ricercatore, funge da spartiacque, facendo rilevare che ad una formale corrispondenza di livello tra un titolo accademico ecclesiastico ad uno accademico italiano, si conseguono gli stessi effetti giuridici sia in ambito scolastico sia in quello lavorativo, senza che vi sia alcun bisogno di apprezzamenti discrezionali delle amministrazioni pubbliche, con il solo limite della sostanziale corrispondenza didattica delle materie del cursus honorum essendo essenziale avere nel piano di studi svolto ad esempio diritto per un avvocato, anatomia per un medico e scienza delle costruzioni per un ingegnere;

  1. In merito al sopra citato principio della “corrispondenza di livello” tra titoli accademici stranieri e/o titoli accademici ecclesiastici nonché statali, le università italiane, nel pieno vigente assioma giuridico della “assoluta equipollenza ed equivalenza dei titoli accademici”, possono conferire i seguenti titoli: a) Laurea (cioè dottorato triennale), b) Laurea magistrale (dottorato triennale integrato da master annuale, biennale o triennale in relazione alla facoltà), c) diploma di specializzazione (master post laurea o diploma specialistico), d) Dottorato di ricerca (simile al PhD che prevede una laurea triennale integrata da master opportuni e da tesi specifiche di elevato livello);

  1. Tale classificazione è stata applicata in seguito alla normazione apportata dal Decreto ministeriale del 22.0ttobre.2004 n.270 all’art.3 che si è reso necessario per applicare anche in Italia le convenzioni internazionali sui titoli accademici. Ad esempio l’Italia non prevedeva il dottorato triennale e i master post-laurea ma direttamente lauree da 4,5,6 anni. I corsi di laurea sono stati spezzati quindi in un dottorato triennale propedeutico al successivo livello definito in Italia, con scelta poco felice e cacofonica, “laurea magistrale” e non master (post laurea) come avviene ormai in tutto il resto del mondo;

  1. All’interno di questo quadro normativo, si pone la questione del possibile ampliamento del novero delle discipline ecclesiastiche conferendo agli atenei di stampo religioso la possibilità del riconoscimento della equipollenza dei titoli anche estendendole alle discipline scientifiche “laiche”. Tale possibilità è stata riconosciuta anch’essa dalla Convenzione di Lisbona.

Una considerazione ulteriore è da svolgere in merito alla Università Uni San Paolo in relazione ai Patti Lateranensi del 1929.

Fatte le premesse doverose inerenti ad un quadro normativo di massima, è di grande importanza notare che il riconoscimento dello Stato italiano dei titoli accademici universitari in genere, ed ecclesiastici accademici in particolare, avviene con la “summa” delle normazioni che si susseguono dal 1923 in poi e che vedono come passi determinanti, appunto, la sottoscrizione dei Patti Lateranensi del 1929 e le loro successive modificazioni. Particolarmente significative sono anche le ulteriori leggi che si hanno con la sottoscrizione del concordato del 1984.

Sostanzialmente analizzando l’evoluzione scientifica di talli patti, si nota come partendo dall’analisi proprio di quelli Lateranensi del 1929 sino ad arrivare allo studio dell’art.10.2 del concordata del 1984, si attribuisca chiaramente la necessità per lo Stato italiano del riconoscimento amministrativo dei titoli accademici provenienti da facoltà che sono proprie di atenei ecclesiastici in virtù della materia “pattizia e concordataria”.

Determinante in tal senso, è stata la ratifica dell’Accordo, con protocollo addizionale della L.25.Marzo.1985, n.121.

Da tutto questo discende la piena equipollenza cioè equiparazione ed equivalenza dei titoli universitari della Università Anglo Cattolica San Paolo Apostolo ad ogni effetto di legge per la normativa specifica Italiana e per i trattati internazionali in vigore in tutti i 137 Paesi firmatari (elencati nel sito ufficiale UniSanPaolo) e che tali prerogative sono estese anche al riconoscimento dei titoli di tutte le prestigiose università che per fornire una concreta risposta a quella condivisione senza discriminazioni della cultura cooperano con UniSanPaolo in tutti i continenti.

Infine, occorre rammentare che l’Ente religioso ecclesiastico non è una ONLUS. In tal senso è appena il caso di accennare per dovere scientifico di completezza, che in base al concordato del 1984 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel 1985 , art.7 (che opportunamente inserisce tra le attività svolte dagli enti ecclesiastici anche quella dell’istruzione superiore), gli enti ecclesiastici possono accedere al regime giuridico – tributario di favore previsto per le ONLUS, solo a condizione che esercitino le attività specifiche previste dalla lettera a) comma 1 secondo quanto specificato dalla circolare ministeriale n.168/1998, e cioè:

  1. Siano tenute separatamente le scritture contabili previste dall’art.20 bis del DPR N.600/1973;

  2. Siano rispettati i vincoli statutari e sostanziali imposti dall’art.10 del DLG 460/1997;

  3. Ferme restando le deleghe previste dal comma 7 dell’art.10 stesso, nonché l’onere della comunicazione ex.art.11.

Gli Enti ecclesiastici dunque, non possono essere ricondotte alla categoria delle ONLUS , di diritto come è agevole notare dall’analisi dell’art.8 , poiché la qualifica di Ente ecclesiastico, non può da sola sostanziare la condizione propria delle ONLUS , di operare nel settore della solidarietà sociale, anche se lo stesso DLGS 460/1997 che si rubrica come “ Riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale” all’art.10 ammette implicitamente la possibilità che un Ente ecclesiastico – religioso, possa di fatto, essere ONLUS, per lo specifico delle attività che in concreto pone in essere.

Prof. Daniele Franciosi

docente di Diritto internazionale canonico

SCIENZE RELIGIOSE: nuovo piano di studi

Reso noto il nuovo piano di studi della prestigiosa Facoltà di Scienze Religiose.

La Facoltà di Scienze Religiose è l’indirizzo teologico della MacroFacoltà (Istituto) di Scienze Religiose e sociali che intende formare apostoli e teorici delle religioni.

Il piano di studi base della Facoltà di Scienze Religiose prevede per lo studente il conseguimento di almeno 180 Crediti Formativi Universitari distribuiti nel triennio.

    Facoltà di Scienze Religiose
CFU A Corso
8 1 Sacra Scrittura I – Introduzione e Antico Testamento
8 1 Introduzione al mistero di Cristo – Esegesi
8 1 Teologia fondamentale
8 1 Teologia Anglicana
8 1 Storia della Chiesa
8 1 Patrologia
8 1 Filosofia antica, medioevale e moderna
6 1 Elementi della lingua latina
6 1 Informatica teologica
68  
 
8 2 Sacra Scrittura II – Nuovo Testamento e Vangeli
8 2 Teologia Sacramentaria
8 2 Ecclesiologia
8 2 Dogmi e Fede
8 2 Didattica della religione
8 2 Ecumenismo e religioni
8 2 I Sacramenti
6 2 Lingua straniera
6 2 Apostolato digitale
68  
 
8 3 Sacra Scrittura III – Lettere Apostoliche e Apocalisse
8 3 Teologia Dogmatica
8 3 Teologia morale
8 3 Diritto Canonico
8 3 Storia delle religioni
8 3 Elementi di psicologia e pedagogia
8 3 Morale familiare e sociale
8 3 La figura di Maria nella storia e nella Chiesa
4 3 L’architettura religiosa e i suoi significati simbolici
68  
 
  Dottorato triennale

Il percorso formativo culmina e si conclude con la discussione della tesi di laurea per il conseguimento del dottorato triennale di primo livello. Secondo le direttive del Regolamento Generale ogni studente può presentare richiesta di un piano di studi personale che sarà valutato nei modi e tempi prescritti dalla Facoltà.

Scienze del Diritto Umano

Scienze del Diritto Umano Giurisprudenza del Foro
Giurisprudenza privata
Giurisprudenza politica
Magistratura etica

La Macro Facoltà di Scienze del Diritto Umano si articola in quattro indirizzi specialistici che dopo l’assimilazione delle basi del Diritto consentono di seguire percorsi di settore in relazione alle aspirazioni personali fornendo conoscenze mirate di grande rilevanza.

Giurisprudenza del Foro

È l’indirizzo dedicato a quanti intendono intraprendere la tradizionale carriera legale specializzandosi nelle attività riservate agli avvocati per fornire assistenza legale di eccellente livello sia in Tribunale che extragiudiziale. Un indirizzo che potremo definire di base o a tutto campo in relazione all’approccio individuale secondo il quale viene affrontato.

Giurisprudenza privata

Un indirizzo specifico per quanti non intendono svolgere in modo peculiare attività forense ma al contrario specializzarsi quali consulenti di alto profilo nel settore privato con una marcata propensione ai complessi rapporti internazionali che il villaggio globale sta rendendo sempre più frequenti. Argomenti specifici sono la contrattualistica e la tutela delle persone fisiche e giuridiche in ambito nazionale ed internazionale, ma anche la capacità di creare sinergie ed interfacce di comunicazione tra culture e collettività anche profondamente diverse per tradizioni, etnie e situazioni geografiche rendono questo corso di studi estremamente attuale e ricco di prospettive.

Giurisprudenza politica

Un indirizzo specifico per specializzarsi nell’organizzazione, nella direzione e nell’amministrazione della cosa pubblica come rappresentanti della collettività e quali consulenti di alto profilo attraverso un iter dedicato ai diversi settori dello Stato sia nazionali che locali. ai rapporti internazionali e fra Stati, alle macro Unioni e Federazioni di Stati e alla loro complessa pianificazione e conduzione. Un orientamento per creare una nuova generazione di politici, amministratori e burocrati realmente preparati alle grandi sfide del terzo millennio efficaci ed efficienti con una solida cultura etica e morale che eviti le degenerazioni che spesso il potere produce.

Magistratura etica

Giudicare è certamente un’operazione complessa e difficile e i magistrati che esercitano il potere giurisdizionale non possono non essere specificatamente preparati a questo delicato e gravoso compito. L’uomo ha ricevuto il libero arbitrio e con esso la possibilità e la capacità di sbagliare ma vivere in una collettività significa anche possedere e rispettare regole comuni che se infrante devono essere tutelate anche attraverso giudizi di merito. Amministrare la Giustizia è un compito difficile che deve essere portato avanti nel modo migliore e soprattutto equo quindi chi intende rivolgersi verso una carriera da magistrato deve seguire un percorso specifico in grado di fornire i presupposti di base per giudizi equilibrati e moralmente ineccepibili.

Scienze Religiose

Scienze Religiose Archeologia spirituale
Filosofia etica
Liturgia Cristiana
Teologia
Sostegno sociale

La Macro Facoltà di Scienze Religiose si articola in cinque indirizzi specialistici che offrono la possibilità di approfondire argomenti di interesse prevalentemente ma non esclusivamente religioso e sono quindi di eccellente interesse sia religioso che laico.

Archeologia spirituale

Intende fornire una innovativa esperienza culturale in ambito storico creando i presupposti per approfondire la conoscenza dell’evoluzione umana così segnata dalle esperienze religiose in ogni epoca. Una moderna archeologia che trasmette nozioni fondamentali sia per ricerche sul campo che per ricerche negli archivi sia tradizionali che digitali sfruttando le risorse specifiche del villaggio globale nel terzo millennio. Storia e archeologia, ricerche ed archiviazione, argomenti laici e religiosi in un mix di impatto significativo.

Filosofia etica

Filosofia ed etica sono argomenti impossibili da separare che vanno affrontati in un contesto unico che ne esalti i punti di contatto invece delle differenze. Questo connubio rende più efficace la visione e il confronto fra la ragione intesa come speculazione e riflessione sui principi fondamentali della realtà e dell’essere, sui comportamenti corretti ed opportuni nell’ambito della collettività e sulla fede e la comprensione dell’uomo e del mondo. Un orientamento per approfondire il significato profondo della realtà umana e generare coscienze aperte e ricettive in grado confrontare senza pregiudizi ogni aspetto della realtà.

Liturgia Cristiana

Un indirizzo specifico imprescindibile per tutti i religiosi che consente di approfondire ogni aspetto della liturgia e del simbolismo Cristiano ma che offre anche correlazioni importanti con tutte le confessioni religiose cristiane e non attraverso emozionanti passaggi tra le religioni precristiane sino a quelle contemporanee sia cristiane che non cristiane, mono e politeistiche. Un percorso culturale specifico che fornisce ai sacerdoti e ai diaconi conoscenze evolute sulla liturgia cristiana nel senso greco originario del termine quale “azione in favore del popolo”. Con conoscenze di grande interesse per chi intenda fare apostolato ma anche per laici desiderosi di approfondire i temi religiosi di base in una visione globale e nel confronto fra religioni diverse con lo scopo di unire celebrando i punti di contatto invece delle differenze nella visione generale della religione come tramite per l’evoluzione positiva dell’uomo indipendentemente dalle origini e tradizioni specifiche.

Teologia

Indirizzo di forte orientamento cristiano che celebra il messaggio evangelico attraverso la dottrina, le tradizioni e la fede per la comprensione del mondo e del creato attraverso l’evoluzione dello spirito per aprirlo al confronto sereno e senza pregiudizi con la realtà laica, scientifica e religiosa senza discriminazioni. Attraverso lo studio delle Scritture e dell’esempio dei profeti, apostoli, santi e martiri viene approfondita una dimensione etico-teologica della storia e del mondo cristiano in assoluto e in relazione alle altre filosofie religiose dell’uomo. Uno studio dei rapporti fra divino, natura e uomo in un viaggio affascinante che inizia nell’esperienza religiosa cristiana ma che non si conclude aprioristicamente in essa.

Sostegno sociale

La collaborazione e l’intelligenza collettiva conduce alla innovazione e alla valorizzazione attraverso la creatività, la sperimentazione comune e la condivisione delle risorse. Ma non siamo e non saremo mai tutti uguali in ogni settore specifico e sono proprio queste differenze che rendono grande l’umanità e gli uomini a condizione che chi si attarda nel percorso venga sostenuto da chi ha maggiori possibilità nella lunga e faticosa strada della vita. Questo indirizzo del sostegno sociale intende essere un percorso didattico che nasce proprio dall’esigenza di disseminare la cultura del sostegno dei più deboli e realizzare un gruppo sempre più esteso di persone in grado di fornire aiuto a chi ne ha necessità in modo consapevole, adeguato e professionalmente preparato. Un orientamento che fornisce basi e strumenti importanti nella dinamica della società, nei gruppi e nelle collettività di ogni genere ma che fornisce una base importante di quella filosofia di vita fortemente orientata alla fratellanza universale e all’aiuto condiviso oggi irrinunciabile. Un indirizzo sociologico più mirato a fornire aiuto a quanti si trovano nella necessità piuttosto che a fornire strumenti per valutare asetticamente comportamenti individuali e collettivi.

Macro Facoltà

Le Macro Facoltà modificano sostanzialmente il modo di percepire la cultura che diviene sempre di più interdisciplinare per rispondere alle esigenze prioritarie degli studenti che necessitano di una vasta preparazione di base integrata da orientamenti specifici di alta specializzazione.

Di seguito l’elenco delle Macro Facoltà e degli orientamenti specifici che ognuna accoglie.

Macro Facoltà Indirizzi specialistici
Scienze Religiose Archeologia spirituale
Filosofia etica
Liturgia Cristiana
Teologia
Sostegno sociale
Scienze del Diritto Umano Giurisprudenza del Foro
Giurisprudenza privata
Giurisprudenza politica
Magistratura etica
Scienze dell’Uomo Comunicazione integrata
Giornalismo
Grafica e arte
Marketing e Web design
Sicurezza digitale
Scienze dell’Economia Economia etica
Finanza internazionale
Imprenditoria evoluta
Scienze della Salute Neuropsicofisiologia
Fisiologia dell’equilibrio
Riabilitazione e Fisioterapia
Scienze dell’Ambiente Ingegneria del Pianeta
Enologia
Evoluzione e biodiversità

Nascono le Macro Facoltà

Sono in corso di definizione i piani di studio e le nuove Facoltà e le “Macro Facoltà” per l’anno accademico che eccezionalmente quest’anno inizierà subito prima del Natale per concludersi con le usuali sessioni d’esame estive (2017), autunnali (2017) ed invernali (2018).

Le Macro Facoltà sono un concetto totalmente innovativo in ambito universitario perché raggrupperanno corsi di laurea che intendono formare studenti nell’ambito di una disciplina generale (macro) che si articolerà però in percorsi di settore specifici (orientamenti) in grado di fornire una conoscenza di base comune a tutti pur nella diversità e specificità degli indirizzi di settore.

Il Senato Accademico UniSanPaolo ritiene infatti che sia fondamentale orientarsi verso una specifica specializzazione ma nell’ambito di una vasta conoscenza generale: nella conoscenza e nella vita reale non si può studiare un albero se non nel contesto dell’habitat nel quale vive e si sviluppa.

Atteso che il grande demone di questo nostro terzo millennio è l’ignoranza, nella accezione latina della “non conoscenza”, è fondamentale diffondere cultura in modo positivo e più efficace.

In un momento nel quale la burocrazia cieca ed inetta tende a creare un fango paludoso che ostacola ogni iniziativa la nostra Università intende superare questi ostacoli proprio utilizzando gli strumenti della stessa burocrazia.

Oggi acquisire una cultura aperta, vasta e interdisciplinare è di fondamentale importanza in tutti i campi dello scibile umano che parallelamente vanno però approfonditi in modo specifico.

Questo viene impedito in ambito universitario da regole burocratiche obsolete e prive di senso che ad esempio vietano a Facoltà diverse di presentare esami comuni oltre un numero di fatto irrisorio.

Ma come potrebbe oggi prescindere qualsiasi facoltà ed indirizzo culturale da una formazione di base solida nei settori dell’informatica, della comunicazione, del diritto, della tutela sociale e ambientale, delle lingue, ecc.?

Questo ostacolo andrà rimosso ma UniSanPaolo invece di lottare inutilmente contro i “mulini a vento” come Don Chisciotte della Mancia crea oggi le Macro facoltà che permettono di ottenere nel migliore dei modi quella accuratamente dosata miscela di conoscenze generali e specifiche superando di fatto ogni ostacolo burocratico.

La nuova Macro Facoltà di scienze Religiose ad esempio fornirà conoscenze storiche e teologiche di base indispensabili a laureare nuovi studenti che potranno specializzarsi nella liturgia, nella teologia, nella filosofia, nell’archeologia, nell’intercomunione religiosa, nel dialogo tra civiltà e tra laici e religiosi, ecc.

Ogni specializzazione sarà personalizzata e sottoposta al giudizio del Collegio dei Docenti attraverso la scelta di un piano di studi personale e ogni singolo orientamento sarà inquadrato nell’ambito della Macro Facoltà di settore.

Tra le nuove Facoltà saranno presenti anche Biodiversità ed evoluzione un corso di studio innovativo che interesserà l’agricoltura e spazierà tra temi importanti e poco trattati come l’enologia divenuta una vera e propria scienza che offre ricadute importanti nel mondo del lavoro.

E si è anche proceduto a diversificare indirizzi culturali specifici come ad esempio nella macro facoltà di Fondamenti del Diritto Umano vengono previsti quattro percorsi dedicati a chi intende dedicarsi all’avvocatura, alla magistratura, alle consulenze in ambito privato e in ambito pubblico. Tutti orientamenti che necessitano di corsi di studi specifici sempre nel macro ambito della giurisprudenza.

UniSanPaolo sta creando, attraverso un lavoro titanico, i presupposti di un nuovo luminoso percorso per preparare nel modo più efficace studenti di ogni età alle sfide del mondo del lavoro e della quotidiana realtà.

I titoli Unisanpaolo

La pubblica istruzione, occorre precisare, nell’esperienza occidentale nasce in parallelo ai singoli Stati nazionali; segue l’impostazione politico-filosofica e socioeconomica di ogni realtà ed anche le dinamiche dei rapporti Stato-Chiesa. L’interazione tra tali fattori accompagna costantemente lo sviluppo dei sistemi scolastici che divengono uno dei ritratti delle relazioni Stato – Chiesa di ogni singolo paese, nel loro divenire storico e nella capacità di adeguamento alla realtà presente. Lo Stato moderno nell’assumere su di sé tutte le funzioni ed i servizi connessi alla vita terrena, non può certo più trascurare l’istruzione poichè la alfabetizzazione ed anche una formazione tecnico culturale di base è necessaria allo sviluppo economico degli Stati, nel contempo altresì formare un cittadino virtuoso ed emancipato coinvolgendosi inevitabilmente il rapporto con le Chiese. Il modello liberale proprio della Università Anglicana “poggia su una interpretazione evoluzionistica di tutti i fenomeni della cultura e dello spirito e sulla visione dei limitati poteri della ragione umana”, con il pieno rispetto della tradizione culturale e sociale con la creazione di una scuola seppur privata ma libera. Tale percorso evolutivo ha comportato la valorizzazione dell’autonomia degli individui ed il principio di libera partecipazione dei soggetti privati – persone fisiche o enti intermedi – alla funzione ed alle attività tipicamente pubblicistiche, in condizioni di parità con gli operatori pubblici. Da quì l’evoluzione legislativa che ha portato ad una parificazione europea ed extra-europea dei titoli accademici  acquisiti in corsi universitari, arrivando al cosiddetto Trattato di Lisbona. Nello specifico  la Convenzione sul riconoscimento dei titoli di studio relativi all’insegnamento superiore nella Regione Europea dell’11 aprile 1997 (c.d. Convenzione di Lisbona), elaborata dal Consiglio d’Europa e dall’UNESCO, si pone i seguenti obbiettivi:

– consentire ai diplomati della scuola superiore di accedere alle università di tutti i Paesi firmatari;

– facilitare i programmi di scambio accademici studenteschi garantendo il riconoscimento dei periodi e dei cicli di studio effettuati all’estero;

– utilizzare i titoli accademici nazionali finali per l’accesso al mercato del lavoro e delle professioni regolate in tutti i Paesi o per proseguire gli studi a livello più avanzato;

– aumentare la quantità, la qualità e la trasparenza dell’informazione disponibile sui sistemi nazionali d’istruzione superiore, sulle università e i loro programmi, sull’offerta formativa, sui titoli di studio anche attraverso lo sviluppo dei centri nazionali d’informazione sulla mobilità e il riconoscimento dei titoli e la diffusione di nuovi strumenti di certificazione come il “supplemento di diploma”.

La Convenzione detta i seguenti principi di base relativi alla valutazione dei titoli di studio:

– il possessore di un titolo di studio rilasciato da una delle Parti del Trattato ha diritto a che il proprio titolo sia valutato dalle altre Parti;

– in sede di valutazione di un titolo di studio straniero non possono essere effettuate discriminazioni per alcun motivo, quali sesso, razza, colore, disabilità, lingua, religione, opinioni politiche o di altra natura, origini nazionali, etniche o sociali, appartenenza a minoranze nazionali, proprietà, nascita o altro stato civile, ovvero per motivi di altro genere non attinenti al valore del titolo di studio del quale si chiede il riconoscimento;

– le procedure ed i criteri impiegati per valutare e procedere al riconoscimento dei titoli di studio devono essere trasparenti, coerenti ed affidabili;

– le decisioni relative al riconoscimento devono essere adottate sulla base di adeguate informazioni;

 – le decisioni relative al riconoscimento saranno adottate entro un lasso di tempo ragionevole, specificato in anticipo dall’autorità competente in materia e calcolato a partire dal momento in cui sono state fornite tutte le informazioni necessarie.

Se un titolo consente di accedere all’università di un determinato Paese parte della Convenzione, esso dovrà essere accettato anche dagli altri Stati come titolo valido per l’accesso ai rispettivi sistemi nazionali di istruzione superiore a meno che in via eccezionale sia prevista la possibilità di rifiutare il riconoscimento di un titolo estero qualora sussistano sostanziali e comprovate differenze tra i requisiti generali di accesso nei due Paesi.

Si appalesa e certifica pertanto la validità dei titoli universitari acquisiti presso la Università Anglo Cattolica San Paolo (Unisanpaolo) ove la equipollenza del titolo è ampiamente legittimata e validata come produttiva di effetti giuridici in tutto il territorio europeo ed extra-europeo, ciò comunque nel pieno rispetto della normativa anche nazionale per le successive fasi afferenti l’esercizio nel territorio della professione di riferimento.

Il Collegio della Facoltà di Fondamenti del Diritto Umano

Facoltà di Scienze della Riabilitazione e Fisioterapia interdisciplinari

Il Segretario Generale prof. Mauro Contili ha presentato oggi Il progetto di una nuova Facoltà di Scienze della Riabilitazione e Fisioterapia interdisciplinari che rappresenta una novità assoluta nel panorama accademico e nasce dalla sinergia tra l’Università Anglo Cattolica San Paolo Apostolo e l’Associazione dei Medici di Origine Straniera in Italia (AMSI), il Movimento Internazionale “Uniti per Unire”, la ONG Unione Medica Euromediterranea (UMEM) e altre prestigiosi poli culturali della Sanità internazionale..

IL PROGETTO DELLA NUOVA FACOLTÀ

L’ambizioso progetto di questa nuova Facoltà è stato affidato, in qualità di Preside, al Prof. Foad Aodi, medico di grande esperienza in fisiatria, ortopedia, traumatologia e mesoterapia antalgica e già Docente di fisiatria presso l’Università di Roma La Sapienza.

Il prof. Aodi ha maturato una lunga esperienza nell’organizzazione sanitaria ed è costantemente impegnato nella promozione di attività di aggiornamento professionale, ricerca e cooperazione socio-sanitaria in Italia e all’estero per realizzare una sempre maggiore integrazione tra professionisti di diversa estrazione, origine e nazionalità finalizzate alla collaborazione professionale costruttiva.

TRADIZIONE E INNOVAZIONE PER FORMARE I FISIOTERAPISTI ITALIANI E STRANIERI

Obiettivo della Facoltà è creare fisioterapisti di eccellente profilo senza alcuna discriminazione fornendo gli strumenti più opportuni per una formazione professionale senza compromessi attraverso un insegnamento innovativo di qualità articolato, secondo gli standard internazionali, su un dottorato triennale e un master di primo livello obbligatorio per l’esercizio professionale.

Le materie comprendono discipline scientifiche di Traumatologia, Ortopedia e Fisiatria, alle quali si associano la riabilitazione nelle diverse specializzazioni mediche e le discipline di attualità: Comunicazione ed organizzazione sanitaria, rapporti con gli albi, Medicina difensiva, Salute Globale e aspetti informatici, legali, culturali ed etici specifici.

Questo cursus honorum è il frutto della vasta esperienza del Collegio dei Docenti di facoltà ed in particolare di quella maturata dal Prof. Aodi attraverso l’organizzazione di oltre 500 convegni e congressi internazionali e del suo costante impegno a favore della cooperazione internazionale e quale Presidente Amsi; Consigliere dell’Ordine dei Medici di Roma 2003-2011; Consigliere della Fondazione dell’Ordine dei Medici di Roma dal 2016; collaboratore dal 2001 della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri FNOMCeO; Membro del comitato scientifico del Dipartimento della Sanità della Lega Araba in Egitto dal 2010; Focal Point per l’Integrazione per l’Alleanza delle Civiltà – UNAoC dal 2015; membro della Commissione Salute Globale dell’Ordine dei Medici di Roma dal 2016 e Presidente dell’Unione Medica Euromediterranea – (UMEM).

Queste esperienze prestigiose vengono adesso poste al servizio dei fisioterapisti di ogni nazionalità senza discriminazione in modo da trasformare la Sanità in uno strumento attivo di cooperazione internazionale e dialogo tra le civiltà.

PIANO DI STUDI

Il piano di studi della Facoltà è stato proposto al Segretario Generale prof. Contili  dal Preside Aodi e dal suo team di ricerca costituito dai docenti e dai fisioterapisti membri del comitato scientifico di AMSI e Uniti per Unire, che già da tempo contribuiscono efficacemente alle grandi conquiste ottenute da questi prestigiosi movimenti.

Un lavoro che ha visto la cooperazione di Enti quali le Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai), l’ONG Emergenza Sorrisi – Doctors For Smiling Children e la collaborazione di altre istituzioni ed associazioni sanitarie e culturali. Questa collaborazione proseguirà in futuro, ne è esempio concreto il corso di aggiornamento internazionale interdisciplinare di AMSI giunto quest’anno alla sua 17° edizione. Un corso di alta specializzazione rivolto a tutte le professioni che rilascia crediti ECM.

La nuova facoltà, spiccatamente interdisciplinare e fortemente innovativa, propone insegnamenti di grande interesse quali: principi e fondamenti delle diverse specializzazioni mediche; principi e fondamenti della Salute Globale; principi e fondamenti sull’organizzazione sanitaria; principi e fondamenti sul ruolo degli albi professionali, approfondimenti sulla medicina difensiva e sulla collaborazione interprofessionale, elementi di tutela professionale e del paziente. Il carattere interdisciplinare è intrinseco comprendendo materie nelle diverse specializzazioni: vascolare; cardiologica; respiratoria; urologica; pelvica; neurologica; di chirurgia generale; di chirurgia plastica; di traumatologia; di ortopedia chirurgica; di neurochirurgia. Un’offerta formativa ampia che consentirà agli studenti di proporre anche personali piani di studio all’approvazione del Collegio Docenti e che integrerà in futuro altre discipline.

NON SOLO TEORIA

La Facoltà è aperta a tutti gli studenti e i fisioterapisti che intendono formarsi o specializzarsi attraverso il percorso specifico proposto dall’Ateneo con il dottorato triennale e il Master di Primo Livello che integrano le lezioni teoriche con stage e percorsi di formazione pratica presso strutture collegate sotto la supervisione dei docenti.

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L’universalità della conoscenza

Scienza e Coscienza per il benessere psicofisico e spirituale

Riteniamo che la nostra Università debba essere esempio di un Ateneo Internazionale che, in quanto tale, deve fornire l’Universalità della Conoscenza; tutto ciò al di là delle razze, delle religioni, del colore della pelle e della multiculturalità.

La nostra Università non intende produrre solo ed esclusivamente titoli formali che conferiscono ruoli o professioni lontani dalle reali competenze e conoscenze funzionali al benessere psicofisico e spirituale di ogni essere umano della Terra.

Sono questi titoli, vuoti di contenuto scientifico, che hanno danneggiato il mondo. Sembrava bastasse essere dottori nelle varie discipline per essere investiti di ruoli che spesso, invece, risultano estranei alle competenze e conoscenze che tali titoli dovrebbero garantire. Per converso, la nostra Università, insieme al titolo, intende offrire Scienza e Coscienza, poiché anche la Coscienza nel nostro caso fa parte della Scienza.

Una Coscienza che sviluppa Conoscenza attraverso la ricerca della verità può assumere qualsiasi ruolo, poiché guidato appunto da tale consapevolezza. Ognuno deve dimostrare ciò che afferma ed eliminare dalla propria logica le ipotesi, le probabilità, i vari “è possibile” e “non è possibile” e affermare soltanto ciò che sa con certezza, affidando alla ricerca tutto ciò che non è ancora conosciuto.

Immaginate che la Logica della Natura, invece che l’Intelligenza Genetica, utilizzi l’intelligenza astratta, ovvero quella delle probabilità, nella fotosintesi, nel metabolismo, nel DNA, nell’RNA, nella sintesi degli enzimi, delle proteine, nella ricerca degli aminoacidi… Cosa accadrebbe se la Natura utilizzasse tale metodo “pseudo-scientifico”? Certamente noi non esisteremmo e tanto meno il piacere, la gioia, l’amore, la giustizia, la libertà, il libero arbitrio.

E allora tutti insieme diciamo “basta con la stupidità” ed iniziamo finalmente a parlare di una Scienza Multidisciplinare ed Integrata, il cui scopo in tutto lo scibile disciplinare deve essere la ricerca della verità, riconosciuta in via di principio come dinamica ed integrata, la cui logica è in sé stessa genetica, ontogenetica, filogenetica, universale.

La mia attività scientifica, dinamica e integrata, e i ruoli attuali di Presidente del Comitato Scientifico e di Preside della Facoltà di Neuropsicofisiologia dell’Università Unisanpaolo, di Presidente dell’International Society of Neuropsychophysiology, non sono certo onorifici o solo formali, ma mi sono stati riconosciuti in quanto, come scienziato, mi sono adoperato per ridare dignità alla ricerca scientifica, fornendo conoscenze sulle funzioni superiori del cervello umano, integrando tutto ciò che nella ricerca era stato disintegrato dall’ignoranza, la quale ha creato tante discipline e teorie pseudo-scientifiche dalle quali emergono, con la valutazione statistica, altr’e tanti modelli razionali astratti e fini a sé stessi con i quali si tenta di spiegare la biodiversità e gli esseri umani, e il loro valore è solo ed esclusivamente probabilistico, quasi sempre lontano dalla verità.

Mentre oggi sappiamo chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo: non siamo più “orfani” ma figli di un Amore Immenso, a cui potete dare il nome che volete, che ha dato vita alla biodiversità e a tutti noi esseri umani, ai quali è stato consentito di scoprire, attimo per attimo, le grandi verità trasportate dalle varie forme di energia ai nostri organi di senso, riconoscibili, identificabili dai nostri geni che, in quanto tali, possono creare a loro volta la vita.

Per converso, aumenta l’inquinamento ecologico, biofisico, psicologico, chimico-fisico, mentre la Logica della Natura tenta in tutti i modi di conservare il proprio dinamismo in base alle leggi fisiche, che non commettono mai errori e che agiscono sempre in base ad un principio, negato dalle scienze statistiche: il principio causa/effetto.

Qualsiasi microrganismo contiene fisica, chimica, biologia e via di seguito; quindi non si possono scindere le discipline scientifiche l’una dall’altra, perché il dinamismo della realtà reintegra tutte le discipline che sono state separate dall’ignoranza.

Questo all’interno delle Università dovrebbe essere ben conosciuto, in quanto Università equivale a Universalità della Conoscenza, per cui nelle Università si deve insegnare solo e soltanto ciò di cui siamo certi, eliminando tutto ciò che è stato smascherato come non vero, non utile, non giusto.

E’ inutile continuare, nelle Università, a riproporre teorie astratte e prive di valore conoscitivo, sia dell’essere umano che dell’Universo, poiché queste non fanno altro che aumentare il caos conflittuale all’interno e all’esterno dei vari cervelli, danneggiano i rapporti umani e sociali.

Tutti coloro che insegneranno in questa nostra Università devono acquisire la Logica della ricerca scientifica multidisciplinare ed integrata, affinché l’uomo non si discosti dalla Logica Genetica che gli dà la vita e possa adoperarsi per recuperare tutti quegli squilibri prodotti dalla grande ignoranza del dinamismo della vita che imperversa su tutto il Pianeta.

Basta pensare che sempre di più nella scienza si parla di Fisica Quantistica, di Meccanica Quantistica, di Energia; e questo dimostra che ci stiamo avvicinando sempre più alla Logica della Natura, alla Logica dell’Universo.

Infatti, la comunicazione tar particelle atomiche, tra atomi e molecole o tra cellule è sempre e comunque prodotta da informazioni e da messaggi elettromagnetici, e l’elettromagnetismo è il fondamento della comunicazione tra particelle atomiche, tra atomi, molecole, cellule, organi, organismi, esseri umani, stelle, Pianeti.

La ricerca scientifica deve sempre e comunque porsi un obiettivo e dimostrare il percorso che utilizza per raggiungerlo, senza fantasie e senza interpretazioni astratte, dimostrando di volta in volta la veridicità e l’utilità di ciò che si afferma, per incrementare qualitativamente lo stile di vita e l’armonizzazione sociale.

Basta con le elucubrazioni mentali poiché ormai offendono la nostra Intelligenza Genetica e aumentano sempre più l’entropia, ovvero lo squilibrio energetico nei vari cervelli, i quali diventano pericolosi per l’intero genere umano.

L’ottimismo è in noi, in quanto siamo certi che la storia non finisce qui e ciò viene dimostrato dal contenuto di questo articolo, poiché abbiamo gli strumenti per preparare gli uomini capaci di educare: educere le potenzialità infinite contenute nei geni di ogni singolo uomo della Terra, che non chiede altro che di essere rispettato, amato, affinché anch’esso possa fare altr’e tanto. Creiamo questa società dove le pari dignità diventino scienza esatta, politica, economica ed ecologica.

Prof.  Michele Trimarchi

(Presidente del Comitato Scientifico, Preside delle Facoltà di Neuropsicofisiologia)